Data: 16 aprile 2026
Luogo di partenza: Ljebu itele (benzinaio)
Luoghi intermedi: Ora, Benin city
Luogo di arrivo: Okhuaihe
Km percorsi: Km 228
Way points:
sosta notte: N 6 18.895 E 5 48.117
Resoconto
Uno dei benzinai che ci ha ospitato ieri notte, si chiama Femi; è un signore di mezza età molto accogliente e, questa mattina ci ha permesso di fare acqua.
Sembrava che il pos funzionasse ma, per sicurezza ed evitare problemi, abbiamo chiesto di pagare prima di fare rifornimento.
Abbiamo fatto bene ! Le carte sono state rifiutate!
Loro non accettano euro e, non avendo soldi in valuta nigeriana, dobbiamo rinunciare a fare gasolio.
Per fortuna era solo un rabbocco perché abbiamo il secondo serbatoio pieno; ad ogni modo è sempre meglio avere autonomia al 100%.
Salutiamo il benzinaio e gli lasciamo una piccola mancia per ringraziare dell’acqua e della sosta notte; ci mettiamo in marcia verso il villaggio di Ore.
Arrivati in città, ci fermiamo presso la prima banca, Acess.
Internet non funziona, provate alla prossima banca, ci dicono.
Arrivati alla seconda banca, UBA, ritentiamo.
L’ufficio è grande e pieno di gente. C’è una puzza di sudore che viene diffusa nel locale a causa del getto potente che fuoriesce dai condizionatori.
Però, devo ammettere che, in Africa, quando vedono una donna bianca, sopratutto se non è più giovanissima, hanno tutti un rispetto reverenziale.
Passo davanti a tutti e nessuno dice niente, anzi, mi considerano immediatamente e mi fanno accomodare.
Chiedo all’impiegato se funziona western Union ed è possibile prelevare.
Con un tono di voce bassissimo ed in un inglese per me incomprensibile, mi dicono che funziona.
Esco di corsa dalla banca e faccio effettuare la transazione a Davide; rientro in banca e mi dicono che dovrei avere un conto presso la banca, per prelevare.
Rispondo che non mi hanno mai chiesto nulla di simile quando volevo prelevare con western Union.
A questo punto affermano che la connessione non è stabile e di tornare domani.
Gli spiego che non è possibile perché noi, ci spostiamo di continuo.
Provo a proporgli di cambiarmi gli euro.
Il direttore mi fa accomodare e mi dice di attendere.
Passano più di venti minuti e, solo quando lui nota che comincio a mostrare segni di insofferenza, (mi agito sulla sedia e sbuffo), mi scrive su un foglietto il cambio che mi propone.
1 € = 1400 naira
??? Un ladro!
Gli ricordo che il cambio ufficiale si aggira intorno ai 1580 e lui , senza “proferir verbo”, mi regala una espressione eloquente: se vuoi è così , …oppure niente!
Dammi i miei soldi!. E’ la mia risposta.
Mi alzo in piedi ed esco con passo deciso.
Non faccio in tempo a risalire sul Truck che, il direttore, che se la tirava un casino mentre era nell’ufficio, mi corre dietro e mi dice che mi propone il cambio a 1500.
Dato che Davide, era già in fibrillazione perché vuole riempire le taniche del gasolio, scendo dal camion e rispondo al direttore che, il cambio ufficiale è più alto ma che accetto comunque la sua proposta.
Rientriamo in banca e mi accomodo spavalda sulla sedia di fronte al direttore.
Lui da ordini di preparare subito i soldi.
Quando me li portano, li faccio contare nuovamente, prima che me li mettano in un sacchetto di plastica, di quelli che ti danno al supermercato.
Sorrido al direttore, gli stringo la mano e lo saluto cordialmente.
Ci ha tenuto lo stesso cambio che ci aveva fatto la sera prima il bagarino.
Si è guadagnato la sua percentuale da “omino della strada”. Ma, va bene così!
Riprendiamo il viaggio, ma ci fermiamo subito a fare rifornimento.
Voglio togliermi di torno le migliaia di banconote sporche e stropicciate che non so dove mettere.
Quando arriveremo al confine, faremo il refill ma, per ora, abbiamo i serbatoi pieni. Davide è più tranquillo.
Si riparte.
I controlli dei militari lungo la strada sono infiniti. Ogni angolo di spazio senza vegetazione, ospita un di blocco e qualche baracca.
Tronchi di legno posti per terra, obbligano i conducenti dei veicoli a zigzagare rallentando prima del controllo dove, almeno 5 uomini in divisa armati di fucile o di bastone, ti fanno cenno di andare o fermarti per i controlli.
Il più delle volte, ci lasciano passare rispondendo al nostro sorriso e saluto.
Alcune volte, ci fermano solo per chiacchierare e chiederci dove siamo diretti.
Sono sempre gentili ma i loro lunghi bastoni, per non parlare delle armi, incutono un certo rispetto.
La strada e l’asfalto, sono prevalentemente discreti e le carreggiate dei due sensi di marcia sono separate da muretti in cemento, interrotti per alcuni tratti.
Questo, permette ai conducenti di veicoli di improvvisare improbabili cambi di corsia ed inversioni come, anche a procedere in contromano nella carreggiata opposta.
E’ capitato più volte di vedere veicoli o camion procedere in contromano come se nulla fosse.
Di norma sorpassano a destra quasi sempre e ti fanno venire il dubbio che, oltre alla lingua inglese, abbiano adottato qualche regola della guida anglosassone.
Da quello che abbiamo visto fino ad ora, qui in Nigeria, non è facile trovare spazi dove sostare lungo la carreggiata.
La vegetazione è molto fitta e, se c’è dello spazio, c’è già qualche capanna o costruzione.
Sono ormai le 14,30 e vorremmo fermarci per il pranzo, ma non troviamo neppure un angolo vuoto. Alla fine, ci infiliamo in un anfratto.
Mentre io preparo un piatto di pasta, espressamente richiesto da mio marito, lui porta fuori i pelosi.
E’ in questo frangente che Davide si accorge che, il benzinaio, non deve aver chiuso bene il tappo del serbatoio e, lo abbiamo perduto per strada!
Ma cazzarola! Non ce ne va una dritta!
Per il momento, copriamo il buco del serbatoio con della plastica; dovremo cercare un nuovo tappo al più presto, per evitare che ci rubino il carburante.
Continuiamo il viaggio fino a raggiungere Benin city, famosa per le lavorazioni in bronzo.
C’è una circonvallazione che permette di non entrare nella città.
La strada non è bella. Parzialmente asfaltata con buchi e con diversi tratti sterrati.
Molto frequentata da camion che circolano senza regole.
Pericolosa di giorno, impossibile di notte, ragione per cui, appena ne usciamo, cerchiamo un luogo dove fermarci.
Proprio mentre sta diventando completamente buio, intravediamo una costruzione abbandonata.
E’ una vecchia stazione di servizio. Il suolo è terroso e dissestato.
Minaccia pioggia quindi non è ideale per noi e per i cani.
Poco più avanti c’è un’altra costruzione abbandonata: il terreno è di cemento.
Ci spostiamo e ci parcheggiamo pari.
Anche per oggi abbiamo fatto il nostro dovere di bravi viaggiatori.
Peccato aver perso quasi due ore in banca e…. anche il tappo del serbatoio!
Ma ci rifaremo domani.
Fra duecento chilometri abbiamo un punto di interesse che non vogliamo perderci.
Continuate a seguire i racconti per scoprire di cosa si tratta!
A domani.
Luoghi di interesse: Benin city
Tipo di sosta: presso benzinaio abbandonato 1
Note: cambio a 1€= 1500 naira










