Cape Town Bo Kaap e la costa ad est verso la Chapman peak drive.

Data: 23 ottobre 2026

Luogo di partenza: Camping cape Town

Luoghi intermedi: cape Town Bo Kaap, cattedrale, iziko African Museum, Clifton 1-4 , camps bay, dandy cove, Host bay, chapman Peak drive, costantia,

Luogo di arrivo: Camping

Km percorsi: Km 40

Way points: sosta notte : camping camp S 33 54.213 E 18 36.853

Resoconto

La giornata odierna è stata dedicata, nella mattinata, all’approfondimento di una delle zone più caratteristiche del centro di Cape Town e, nel pomeriggio, alla scoperta itinerante con un tour in auto, della zona costiera a sud est della città.

Abbiamo iniziato raggiungendo un quartiere storico denominato Bo Kaap.

Spesso si fa un tour veloce di Bo-Kaap, fotografando case dai colori vivaci e strade lastricate, per poi passare ad altro.

Tuttavia, per scoprire la sua cultura e sentire il senso di comunità saldamente radicato, il momento mignore per visitare il quartiere è nel tardo pomeriggio, quando il sole comincia a tramontare, per guardare il quartiere che prende vita: gli anziani si siedono agli angoli delle strade, i bambini giocano a calcio, la chiamata alla preghiera riecheggia dalla moschea e l’aria si riempie del profumo delle grigliate.

A metà del XVIII secolo Bo-Kaap (Capo Superiore) nacque come guarnigione militare e solo intorno al 1830 diventò un quartiere, quando gli ex schiavi malesi e indonesiani e di altre parti dell’Africa cominciarono a stabilirsi qui dopo l’emancipazione. Non fu demolito durante l’apartheid, ma tutti i residenti non malesi subirono sfratti forzati. Oggi nel quartiere predomina ancora la popolazione musulmana del Capo.

Siamo partiti dalla piccola arcata, a metà circa della salita di Wale St, con splendidi dipinti che raffigurano scene familiari di malesi del Capo. Da qui siamo saliti per la collina fino a un cortile ombreggiato nei pressi di Dorp St, dove c’è Faeeza’s Home Kitchen dove vengono preparati piatti malesi del Capo. Se si prenota in anticipo, la proprietaria, Faeeza Abrahams, insegnerà a cucinare specialità malesi del Capo, mentre racconta la storia e la cultura di Bo-Kaap.

Offre anche tour guidati del quartiere.

Scendendo dal locale si trova il piccolo Bo-Kaap Museum, con uno sguardo sulla vita di una famiglia musulmana del Capo del XIX secolo. Una delle mostre più interessanti è una selezione di foto in bianco e nero della vita locale. La casa stessa, costruita tra il 1763 e il 1768, è la più vecchia della zona. Ancora più giù si trova la Auwal Mosque, il luogo di culto islamico più antico del Sudafrica. Prima di lasciare Bo-Kaap, passeggiamo fino in cima a Wale St per panorami stupendi della Table Mountain.

Avrei voluto pranzare nel quartiere ma Davide ha preferito proseguire nella visita raggiungendo la Cattedrale che non eravamo riusciti a visitare in precedenza.

La St George’s Cathedral oggi è un posto tranquillo, che fa la guardia senza troppo clamore alle strade che la circondano. Tuttavia, al culmine delle proteste antiapartheid rappresentava un punto d’incontro per gli attivisti che si battevano per la libertà in Sudafrica e uno dei pochi luoghi di culto aperto alle persone di qualsiasi colore. Il premio Nobel per la pace Desmond Tutu, il primo arcivescovo nero del Sudafrica, fece partire dalla scalinata della cattedrale la Marcia per la Pace del 13 settembre 1989, seguito da 20.000 persone; nel corso degli anni qui s’incontravano i ‘freedom fighters’ (combattenti per la libertà) e gli attivisti per i diritti umani.

Oggi rimane un rifugio tranquillo e allo stesso tempo un centro per la comunità, soprattutto per l’impegno nella lotta all’HIV/AIDS. Quando si entra nella chiesa buia, si notano le splendide vetrate istoriate, tra cui alcune dipinte dall’artista francese Gabriel Loire. Bellissima soprattutto la Great West Window, con Cristo in trionfo sul buio e il male, e la finestra circolare sull’altare della Lady Chapel che raffigura il Cristo crocifisso.

Uscendo dalla chiesa, abbiamo continuato a gironzolare per il centro raggiungendo l’iziko African Museum.

Esplorare Church Square e le strade circostanti è un’esperienza toccante che vi porta indietro di tre secoli, in un mondo in cui era normale commerciare esseri umani. Partire dallo Iziko Slave Lodge Museum, che dall’esterno sembra piccolo, ma dentro ha tantissime mostre che faranno addentrare sempre più nella realtà del commercio di schiavi in Sudafrica e nel mondo e danno uno sguardo sulle loro vite individuali.

L’edificio risale al 1660 e fu usato fino al 1811 per alloggiare schiavi, a volte fino a 1000 alla volta, in ambienti umidi e per nulla igienici. Ogni anno moriva fino al 20% dei suoi residenti. In seguito il lodge fu anche usato come postribolo, carcere, manicomio, ufficio postale, biblioteca e sede della Cape Supreme Court.

Uscendo, abbiamo svoltato l’angolo e ci siamo diretti a sud-est fino a Spin St, una delle strade più antiche della città. Prende il nome da una piccola fabbrica di seta fallita, aperta qui all’inizio del XVIII secolo, e oggi è nota come sito dello Slave Tree Memorial, dove venivano venduti gli schiavi e dove attendevano i loro padroni che andavano in chiesa (gli schiavi non avevano il permesso di entrarvi).

Ci siamo poi diretti verso Groote Kerk e Church Square, una delle piazze originali intorno a cui si sviluppò Cape Town. Vi sono 11 blocchi di granito nero (due sono vicino allo Slave Lodge) su cui sono incisi i nomi degli schiavi o citazioni relative al loro commercio, alla resistenza e alla ribellione. A diversi isolati di distanza verso nord si trova il Sendinggestig Museum, che risale all’inizio del XIX secolo e fu la prima chiesa nel Sudafrica per schiavi.

Fatta la pausa pranzo presso un piccolo ristorante con specialità libanesi, abbiamo ripreso il nostro itinerario pomeridiano in auto.

Dovendo scegliere una sola cosa da non perdere in questo tratto della costa atlantica di Cape Town, sarebbero le vedute: le onde che s’infrangono sulle rocce lungo la passeggiata di Sea Point, le molte spiagge graziose circondate da massi, lo spettacolare profilo roccioso delle scogliere dei Twelve Apostles o i sublimi panorami da Chapman’s Peak Dr.

Sono interessanti da esplorare, poi, anche gli stessi quartieri del litorale atlantico, dove percorrere la passeggiata del trafficato Sea Point, con i palazzi art déco e i locali in cui mangiare; ammirare gli esclusivi quartieri residenziali di Bantry Bay e Clifton, con le loro dimore costose; o superare le ville in collina fino al tratto di costa pieno di ristoranti e caffè nella ricca Camps Bay. Più giù lungo la strada litorale, attraversato il passo accanto al Lion’s Head, si trova la comunità di pescatori di Hout Bay, con l’atmosfera da villaggio, un porto trafficato e una distesa a forma di ferro di cavallo di sabbia bianca, nascosta tra il quasi verticale Sentinel e i ripidi pendii di Chapman’s Peak.

Le spiagge di Clifton hanno splendida sabbia, stupende vedute e un riparo parziale dal vento di Cape Town. Venendo dal centro della città si raggiunge per prima la spiaggia n. 1, con onde forti per il surf. Sulla n. 2 si trovano quasi sempre in corso una partita di pallavolo o di frisbee. La n. 3 è popolare tra i residenti gay di Cape Town, anche se non la frequentano solo loro. La n. 4, insignita della Bandiera Blu, è ottima per le famiglie, con acque più calme, cabine dove cambiarsi e (nell’alta stagione) noleggio di kayak e tavole per stand-up paddling.

La bianca spiaggia di Camps Bay, spazzata dal vento e insignita della Bandiera Blu, è una delle più popolari della città. All’estremità meridionale si trova la pozza di marea di Camps Bay, con acque riparate e una grande area balneabile.

È difficile battere le vedute al tramonto dalla costa atlantica di Cape Town.

Signal Hill è uno dei posti più popolari di Cape Town da dove ammirare il tramonto.

Seguiamo la Chapman’s Peak Dr che offre magnifici panorami da uno dei belvedere lungo la strada.

Chapman’s Peak Dr, la strada che va dal sud di Hout Bay a Noordhoek, è ideale per uno spettacolare itinerario in auto lungo la costa.

Si procede piano per superare le 114 curve e fermarsi nelle aree per il picnic e nei belvedere.

Si deve pagare un pedaggio per percorrere l’intera strada, ma durante le ore diurne è possibile esplorare i primi 2,7 km gratuitamente.

Sulla via si nota la statua di leopardo in bronzo appollaiata su una roccia, appena fuori da Hout Bay. Sta lì dal 1963, per ricordare la fauna che viveva nella zona, in passato piena di foreste.

Sempre vicino alla fine della strada si trova il vecchio East Fort, una delle tante batterie difensive costruite a Hout Bay dagli olandesi alla fine del XVIII secolo. Al di sotto si trovano dei cannoni e, a sud-ovest, un osservatorio della seconda guerra mondiale.

Procediamo fino al casello dove si prendono i pass giornalieri e al punto d’inizio di un sentiero escursioni- stico che sale sul Chapman’s Peak, alto 593 m. Il sentiero, di circa 5 km andata e ritorno, è un buon modo per osservare il fynbos, la vegetazione della zona. Noi non avevamo tempo per effettuare la passeggiata e abbiamo proceduto in auto fino al bivio che ci ha riportato verso nord attraverso la zona vinicola di Costantia.

Eravamo troppo in ritardo per poterci fermare per visitare qualche degustazione della zona.

Dobbiamo rientrare dai nostri cani in campeggio.

Vedremo se ci sarà l’opportunità di effettuare una tappa al ritorno di Davide dall’Italia.

Luoghi di interesse: Bo Kaap, cattedrale, iziko African museum, sea point, Clifton 1-4 , camps bay, dandy cove, Host bay, chapman Peak drive, costantia,

Tipo di sosta: campeggio

Note: partenza Davide x Italia

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