Data: 17 ottobre
Luogo di partenza: Cape point camp
Luoghi intermedi: centro
Luogo di arrivo: Camp
Km percorsi: Km 60 auto
Way points: sosta notte : camp S 33 54.213 E 18 36.853
Resoconto
Cominciamo la visita della città di Cape Town, recandoci in centro storico.
Ci sono molti punti di interesse e quartieri da scoprire in questa cittadina del Sudafrica.
Leggendo la guida, e per cominciare ad orientarci meglio, scegliamo come prima tappa un simbolo storico: il castello di Good Hope.
Facilmente identificabile per la sua forma a pentagono, lo raggiungiamo a piedi, dopo aver parcheggiato la macchina presa a nolo all’aeroporto, non distante dal castello.
Una visita al Castle of Good Hope, il più antico edificio coloniale ancora in piedi in Sudafrica, aiuta a mettere in prospettiva la storia delle origini di Cape Town. La fortezza, costruita sul litorale originario della città, prima che la bonifica lo spostasse più all’interno, sostituiva una struttura in argilla e legno del 1652, commissionata dal comandante della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, Jan van Riebeeck. Il lavoro fu eseguito per lo più da schiavi, prigionieri e marinai arruolati con la forza da navi di passaggio. A un certo punto il castello ospitava una chiesa, un’ala residenziale, un panettiere, diversi laboratori e celle.
Pagato il biglietto all’ingresso, abbiamo partecipato ad un giro guidato con un simpatico giovane come guida, insieme ad un gruppo di altri turisti.
Abbiamo iniziato dal Military Museum, con la collezione di dipinti e vecchie uniformi militari e una mostra dettagliata sulla guerra anglo-boera.
Addentrandoci, abbiamo incontrato la vecchia e polverosa residenza del governatore, che ospita una collezione di dipinti, mobili, ceramiche e vetreria appartenuti a William Fehr, un uomo d’affari dell’inizio del XX secolo.
Oltre il cortile interno si trova il Cape Heritage Museum, con esposto il patrimonio condiviso di tante culture stabilitesi nel Capo.
Abbiamo anche dato una occhiata al visita Camissa Museum, che esplora le tante identità e culture che costituiscono la moderna Cape Town, raccontando da una nuova prospettiva le loro storie.
Il museo prende il nome dall’espressione ǁkhamis sa: significa ‘acqua dolce per tutti’ e si riferisce alle decine di ruscelli che scorrono giù dalla Table Mountain e si uniscono nel fiume che oggi scorre sotto Cape Town, fino a sfociare in mare.
Terminata la visita con la guida, siamo tornati ad approfondire alcuni interessanti angoli del castello e, una volta usciti, abbiamo deciso di riprendere l’auto per raggiungere una pizzeria ad un paio di chilometri di distanza.
Trovato da parcheggiare di fronte al ristorante, abbiamo degustato la pizza e ci siamo riposati un pò prima di riprendere il nostro tour.
La seconda tappa, i giardini al centro della città, l’abbiamo raggiunta a piedi, per approfittare di scoprire il quartiere.
Il Company’s Garden fa parte della storia del Capo da almeno quattro secoli.
Originariamente era un orto e un punto di rifornimento per la Compagnia Olandese delle Indie Orientali.
A partire dal 1652 furono scavati canali di irrigazione per deviare i ruscelli provenienti dai pendii più bassi della Table Mountain, che poi determinarono la forma dei giardini e delle strade originali della città, nonché i suoi confini. Verso la fine del XVII secolo furono aggiunti vialetti, fontane e persino un piccolo zoo, anche se solo nel XIX secolo i giardini cominciarono a prendere la forma attuale.
Il modo migliore per cominciare a esplorarlo è con una passeggiata giù per il vialetto principale, ammirando la meridiana del 1782 e l’abbondanza di frangipani, poinciane, aloe e rose. Non siamo riusciti a trovare, come indicato dalla guida, i resti dell’albero più vecchio del giardino, un pero di più di 350 anni, di cui rimangono solo i getti spuntati dalle radici originali.
C’è anche un albero della gomma alto 27 m vicino all’ingresso nord-orientale, con una chioma enorme larga 30 m. Tra le altre cose da vedere ci sono una vecchia campana usata per chiamare al lavoro gli schiavi, un piccolo aviario, un roseto progettato nel 1929, una ricostruzione dell’orto originale e, al limitare nord-occidentale dei giardini, il Company’s Garden Restaurant.
Gli scoiattoli che si possono incontrare in giro furono importati dal Nord America dal magnate minerario Cecil Rhodes.
A delimitare la parte nord-occidentale dei giardini si trova la Queen Victoria Street, dove è possibile fermarsi al Centre for the Book, un edificio dalla facciata imponente e con una tranquilla sala di lettura al centro.
Più in là, nell’angolo opposto, si trova la National Library, che si ispira al Fitzwilliam Museum di Cambridge, in Inghilterra.
Passiamo davanti alla cattedrale, ma è chiusa. Rimandiamo pertanto la visita ad un altro giorno.
Ormai sono già le 16,30 e i nostri pelosi ci attendono a casa.
Prima di riprendere la strada del ritorno, ci fermiamo però a fare merenda in una pasticceria dove il cioccolato la fa da padrone.
Seduti in un grazioso giardino interno dell’Honest Chocolate, degustiamo un’ottima cioccolata aromatizzata alle spezie ed una fetta di torta. Il conto un pò caro ma il luogo è incantevole e merita una visita.
E’ il momento di tornare al campeggio.
Una passeggiata con i cani che ci hanno aspettato pazientemente e poi un po’ di relax prima della cena.
Luoghi di interesse: cape town: castel of good hope e musei, the companies garden
Tipo di sosta: campeggio
Note: pizza shed (cape town – bree. Vicino ai giardini). Honest chocolate.












