Data: 10 -11 giugno 2026
Luogo di partenza: Namibe
Luoghi intermedi: parco nazionale Iona nord – (nave sommersa) – Tomboa – Arcos
Luogo di arrivo: Colinas canyon
Km percorsi: Km 90+85
Way points:
sosta notte: (parco Iona, nave Vanessa): S 15 57.159 E 11 46.107
Colinas Canyon: S 15 44.645 E 12 08.223
Resoconto
Entrambe le giornate sono state dedicate a scoprire tre località fra le più belle ed interessanti dell’Angola.
Ieri mattina, dopo aver riposato lungo la strada, abbiamo proseguito su asfalto, fino a raggiungere il benzinaio prima del villaggio di Tomboa.
Uno sterrato sulla sinistra venendo da nord, indicato da un cartello, indicava la strada per raggiungere l’ingresso nord del parco chiamato Albina.
Alcuni ragers , al posto di ingresso, richiedono le generalità e la quota da pagare per la permanenza all’interno del parco che varia in funzione delle notti di sosta.
Entrando dalla zona nord, si raggiunge abbastanza facilmente, lungo un tracciato sabbioso ma piatto, il Wp denominato Vanessa, dove una vecchia barca è stata inglobata dalla sabbia a pochi metri dalle onde dell’oceano.
Non ci sono indicazioni nel parco e, per orientarsi, occorre disporre di un sistema di navigazione satellitare (gps).
Con le istruzioni e le regole da rispettare all’interno del parco, sono fornite anche le coordinate dei vari punti di interesse e delle possibili aree di sosta.
La barca dista circa 9 km dall’ingresso e, con un 4×4, non si hanno problemi a percorrere l’itinerario perché la sabbia è pressata.
Vicino all’oceano invece, la sabbia soffice, crea delle dune che creano più difficoltà e possono far insabbiare i guidatori meno esperti.
Non c’è internet all’interno del parco, quindi, se si procede da soli, il fatto di trovarsi bloccati nella sabbia, può rappresentare un problema, data l’impossibilità di chiedere aiuto.
Certo, il nostro programma prima di rompere il quad era di, parcheggiare HungryWheels in zona sicura e, andare a scorrazzare sulle dune con il quadriciclo.
Purtroppo, dopo che il Quad si è distrutto lanciandosi dalla pedana, dobbiamo accontentarci di ciò che possiamo fare , in sicurezza, con il Truck.
Ci parcheggiamo a cinquecento metri dalla barca insabbiata e, procediamo a piedi fino alla riva per scattare foto.
Avremmo decisamente voglia di andare in avanscoperta ma, il rischio è grande, e non vogliamo affrontarlo.
Optiamo per rimanere parcheggiati e goderci la tranquillità di un luogo rilassante come questo.
Nel pomeriggio, Davide da una occhiata ai pezzi di ricambio necessari per aggiustare il Quad mentre io mi riposo un pò sul camion.
Passeggiamo con i pelosi fra le piccole dune limitrofe e lasciamo che si divertano a scavare e rincorrersi prima di rientrare.
Non fa caldo e, tutti i pomeriggi verso le 15,30, il cielo comincia a farsi nuvoloso e le temperature scendono. C’è sempre un po’ di vento fresco che, ci costringe a rintanarci nella nostra casa su ruote quando il sole tramonta.
Il cielo, di sera, si fa scuro ma, ad una certa ora, le stelle sembrano illuminarlo.
E’ proprio vero che, in Africa, il cielo di notte, offre uno spettacolo unico.
Dopo cena, verso le 22 quando solitamente usciamo per l’ultima volta con i pelosi, avverto dei rumori fuori dal Truck.
Sembra un brusio appena impercettibile.
Dico a Davide di guardare fuori prima di far scendere odino e, aperta la porta, ci troviamo di fronte tre simpatico volpi del deserto.
Con i loro musetti simpatici, a neppure due metri dal Truck, ci osservano incuriositi.
Non hanno paura.
Sembrano giovani e giocherelloni.
Sono più o meno della dimensione di Odino, con un pelo Lugo dalle sfumature brune e grigie. Una folta coda e due grandi orecchie ritte che incorniciano un muso spigoloso.
Gli occhi vispi sono puntati su di noi.
Si nascondono dietro ad una duna ma non scappano. Davide li illumina con la torcia che sembra attirarli.
Non scappano.
Abbiamo modo di filmarli e scattare foto e loro non sembrano affatto dispiaciuti.
Rientriamo sul Truck ed aspettiamo una mezz’ora per verificare che se ne siano andati prima di portare fuori i cani.
Non vogliamo che si verifichino incidenti ne per loro ne per i nostri cani quindi usciamo solo dopo essere sicuri che, le volpi si siano allontanate.
Questa mattina, al risveglio, abbiamo avuto modo di verificare le impronte dei tre animali.
Hanno girato ovunque intorno al Truck. Per nulla spaventati si sono avvicinati curiosi alla porta e hanno esplorato ogni centimetro tutt’intorno, prima di scomparire nella notte.
Verso le 10, ripercorriamo il tracciato verso l’uscita del parco.
Il panorama di questo deserto bianco è magnifico.
La sabbia, morbida e candida come il borotalco, fa galleggiare il Truck che procede spedito in mezzo ad un paesaggio lunare.
Oltrepassata la sbarra di accesso nord del parco, decidiamo di passare dal villaggio di Tomboa per cercare la connessione internet.
Il villaggio è abitato da molte persone che si dedicano principalmente alla pesca.
Molte barche e marinai affollano la spiaggia lungo la quale si sta svolgendo un mercato del pesce.
Per il resto non c’è molto altro.
Alcune case sono in muratura ma non mancano anche baracche.
Tutti ci guardano seri quando passiamo ma, basta sorridergli e salutarli per vedere il loro volto illuminarsi e rispondere con entusiasmo.
Giunti alla fine del villaggio, torniamo indietro e, comperata della frutta da una signora accucciata in strada, riprendiamo la strada asfaltata, verso il canyon di Arcos.
Seguiamo il cartello con scritto Arcos 4 km, dal quale la strada asfaltata diventa sterrato sabbioso.
Non ci sono grossi problemi di percorrenza ma occorre, anche in questo caso, fare riferimento al gps perché, le tracce sulla sabbia, sono confuse e prendono diverse direzioni.
Superato un piccolo villaggio di poche capanne che delimita l’ingresso della zona, veniamo salutati da uno degli abitanti che ci dice di parcheggiare e procedere a piedi.
Camminando in mezzo alle colorate formazioni rocciose di sabbia pressata, dalle forme molteplici ed i colori intensi illuminati dal sole, arriviamo dopo poche centinaia di metri al famoso arco.
Da questo punto, dove una formazione crea un enorme arco, è possibile osservare la laguna che fornisce acqua alla coltivazione limitrofa.
Il terreno sabbioso e desertico si colora di verde e di azzurro.
Non si può non rimanere incantati da questi paesaggi inusuali.
Dopo aver pranzato, ripartiamo per l’ultima destinazione della giornata: il Colinas Canyon.
Non dista molto dalla zona degli archi e, per raggiungerlo, si attraversa un paesaggio che, vale il viaggio.
Montagne dalle forme più singolari, erose dal tempo e dagli agenti atmosferici si palesano intorno a noi. I secoli hanno scolpito forme in queste rocce friabili creando monoliti che si ergono in mezzo al terreno.
Il sole, fino alle 15 illumina le pareti delle rocce rendendo i colori vividi ma, con il passare delle ore, il cielo si copre di folte nuvole. I colori si spengono e, la bellezza del paesaggio viene leggermente offuscata. Il rosso e l’ocra che prima erano intensi, sembrano fondersi in un colore unico e le forme perdono di personalità.
Ci fermiamo per la sosta notturna in mezzo a queste rocce.
E’ ancora presto e, nonostante ci sia una temperatura un pò frizzante, ci sediamo con le sdraio fuori dal Truck per permettere ai nostri cani di giocare liberi in mezzo alla sabbia.
Non c’è nessuno e, anche nel caso qualcuno si avvicinasse, lo sentiremmo da lunga distanza.
E’ bello vedere come, con il fresco, ed in spazi così desolati, i nostri cani possano godere della loro libertà.
Yoda non ansima come quando le temperature sono più elevate. Con la sua pallina Kong , si sdraia a morderla con vigore sembrando quasi una “porchetta con la mela in bocca”.
Odino non si ferma per un secondo. Continua a correre in giro, rincorrendo e riportando la pallina che Davide gli lancia senza sosta.
Noi stiamo godendo di una esperienza di viaggio esaltante e, siamo felici che riusciamo a regalare anche ai nostri pelosi, momenti di gioco e divertimento.
Il territorio che stiamo visitando in questi giorni, insieme ai panorami, alle spiagge, alle città che abbiamo visto fino ad ora, ci fanno decretare l’Angola come il paese più vario, interessante e bello che abbiamo visitato fino ad oggi.
E’ un peccato che permettano solo un mese di permanenza perché, in ogni luogo che abbiamo attraversato, avremmo voluto fermarci di più.
Oggi, abbiamo dovuto decidere come procedere verso il confine che dobbiamo attraversare entro il giorno 19.
Purtroppo dovremo lasciare indietro dei luoghi che, con più tempo, avremmo sicuramente voluto visitare.
Ce li riserviamo per il ritorno.
Ad ogni modo rimanete con noi perché , mancano ancora tante cose da scoprire in Angola, prima di cambiare paese …
Luoghi di interesse: parco nazionale Iona. Canyon Arcos . Canyon Colinas
Tipo di sosta: Iona: a 500 m. dalla nave sommersa nella sabbia . No internet 4
Canyon Colinas: in mezzo alle formazioni rocciose . No internet 4
Note: per il canyon Iona, l’entrata Albina, a nord, e’ aperta dalle 6 alle 17 . L’uscita dalle 7 alle 18. Non e’ possibile circolare dopo il tramonto ed occorre fermarsi in una delle aree indicate nelle info che vengono fornite all’ingresso del parco.























