Data: 30 -31 maggio 2026
Luogo di partenza: Cambambe
Luoghi intermedi: Quibala, Ngumba, Conda , Nganja. Seles, Sumbe
Luogo di arrivo: Dias
Km percorsi: Km 273 + 190
Way points:
sosta notte: (Nganja) S 11 16.761 E 14 20.067
Grotta Sasa: S 11 15.779 E 13 53.531
Sosta notte (dias) : S 11 56.822 E 13 58.175
Resoconto
E’ difficile descrivere le due giornate di viaggio che abbiamo appena trascorso.
Forse, uno scrittore, rispetto a quanto riesco a fare io, troverebbe vocaboli più adeguati della nostra stupenda e ricca lingua italiana che renderebbero onore ai paradisiaci panorami che l’Angola ci sta regalando.
Quali possono essere i sinonimi di stupendo, bello, entusiasmante, esaltante, incredibile …
Ci vorrebbero pagine per descrivere i colori, e le emozioni che questa terra offre a chi viene a scoprirla.
Le foto o i video, non riescono a rendere l’idea.
Ci muoviamo in mezzo alle colline e alle montagne.
L’altitudine varia molto, dai 400 ai 1500 e con essa la temperatura: di giorno è piu calda ma non umida; di notte fresca, per dormire bene.
Io continuo ad avere ancora la tosse secca che mi fiacca molto ma, fortunatamente, non mi tormenta durante il sonno.
Attraversiamo diversi villaggi.
Sono tutti simili.
Capanne di mattoni rossi e tetti in paglia . Le dimensioni non variano molto fra una e l’altra.
Tutte hanno uno spazio intorno, affollato da bambini di varie età, che giocano sporchi nella terra.
I maschietti, hanno spesso un pneumatico di bicicletta che fanno rotolare con il bastone.
Le bambine, quelle più piccole, solitamente meglio vestite, come se fossero delle bambole, con le treccine colorate, si dilettano con dei bastoncini.
Molta gente, cammina lungo il ciglio della strada.
Non c’è nulla per chilometri intorno. Dove vanno?
Ad un cenno, ti salutano sfoggiando i loro denti bianchi, resi ancora più luminosi dal contrasto con il colore della pelle.
Tutto intorno è verde.
La stagione delle piogge è finita da poco e, le piante con il sottobosco, sono estremamente rigogliose.
Strane formazioni rocciose, dalle forme variegate e tondeggianti, si elevano in mezzo alle spianate e fra le capanne.
In questa zona, ci sono coltivazioni.
Banani, palme e baobab la fanno da padroni.
Non vedo più i bambù che, in altre zone africane, erano predominanti.
La strada è abbastanza scorrevole.
Il cemento è in discreto stato e ci permette di guidare per più chilometri, ad una andatura regolare.
Non c’è molto traffico. Sono più motorini, camion o corriere che macchine e qualche veicolo tipo moto a 3 ruote con il cassone, solitamente carico di persone.
Non ci sono biciclette. Neanche una!
Loro vanno a piedi.
Si fanno decine e decine di chilometri con in testa legna o sacchi e le donne si trascinano uno stuolo di bambini di cui uno, sempre sulle spalle.
Il sabato è il giorno del bucato. E’ una regola non scritta ma sembra che tutte le donne la rispettino.
“Le vedi camminare insieme, con la pioggia o sotto il sole …” recitava una canzone di Zucchero Fornaciari.
Le vediamo che camminano con le ceste di bucato in testa, che poi viene steso al sole, sulle piante o sulle rocce ad asciugare.
Sono le donne che coltivano, lavano i panni, e si occupano dei lavori più duri.
Gli uomini, li vedi seduti fuori dalle capanne su sedie di plastica ad aspettare che passi il giorno.
Alcuni lavano il motorino, altri scavano la terra o guidano i camion.
Durante l’itinerario incontriamo qualche posto di blocco. Sono sempre molto gentili e non ci chiedono neppure i documenti.
Ci salutano, ci domandano da dove veniamo e dove siamo diretti e poi ci lasciano andare.
Sono molto rilassati e mai ci hanno chiesto soldi o altro.
La notte di sabato, esausti dopo una giornata di guida, ci siamo fermati lungo la strada, su uno sterrato secondario, ad una cinquantina di metri dalla via principale asfaltata.
Dopo pochi minuti è arrivato un guardiano, seguito dal capo della polizia, in borghese.
I soliti saluti e domande di rito e poi, ci hanno augurato la buona serata.
Quello che vogliono è essere informati; poi ti lasciano tranquillo e al sicuro.
Occorre sempre presentarsi, se si è vicini ad un villaggio e chiedere il permesso di restare per la notte.
E’ una forma di educazione e rispetto che garantisce anche a noi, di stare più tranquilli.
Al mattino, una piccola mancia dai cinquanta centesimi o un paio di euro in valuta alla guardia e poi si riparte.
Incrociamo il capo della polizia che si sbraccia per salutarci e sorride.
Per noi, questo, è emozione!
La loro semplicità, i loro sorrisi ed il loro entusiasmo, sono una cosa che noi, nel mondo in cui viviamo, abbiamo perso.
Dopo Seles prendiamo la direzione verso ovest, per la costa.
La strada è prevalentemente in discesa, da 1000 m scendiamo a 280 m. con diverse curve che si snodano in mezzo al verde.
Non ci sono grandi villaggi ma solo piccoli agglomerati di capanne.
L’asfalto continua ad essere discreto e non abbiamo rallentamenti.
Giungiamo presso il punto che indica lo sterrato per le grotte di sassa.
Ci fermiamo per capire se il camion può affrontare lo sterrato, non conoscendo la strada; veniamo attorniati da una ventina di adolescenti e bambini di varie età, dai 5 ai 16 anni.
Uno di quelli più intraprendenti, che conosce un pò di inglese, comincia a parlare con Davide che, nel frattempo, è sceso dal camion.
Dopo qualche minuto risalgono insieme e, seguiti dagli altri ragazzi a piedi, intraprendiamo lo sterrato, in discesa, fino ad un piccolo spiazzo dove possiamo sostare con HungryWheels.
Ci spiegano che, le grotte, sono ad una ventina di minuti di distanza, scendendo dal dirupo.
Io , memore della passeggiata alla cascata, rinuncio ma Davide, inizia il percorso guidato da due ragazzi, insieme a Lucas, quello più sveglio.
Io rimango al Truck, in compagnia dell’intera combriccola .
C’è una cagnolina che ha seguito i bambini. E’ timida ma, si avvicina curiosa, con la coda fra le gambe. Si mette sulla pancia.
L’accarezzo dolcemente e le offro del cibo secco di yoda, che lei, consuma avidamente.
Poverina, è una cagnolino gracile, le si vedono le ossa del costato e del bacino; ha il muso da Lupetta ed è di colore beige. Le offro anche da bere con le mie mani e spiego ai ragazzi di trattarla con gentilezza.
I ragazzi sono curiosi e molto educati.
Comunicano con qualche parola di inglese ma ci si intende meglio con il portoghese.
Solo una fanciulla è fra loro: Teresa, ha 16 anni ed è molto graziosa.
Chiedo loro quanti fratelli abbiano. Tutti rispondono che ne hanno da 3 a 8 !
Sono assetati e offro loro da bere. Si passano la bottiglia di mano in mano ma, prima di bere a collo, tutti puliscono il becco dopo che il ragazzo precedente ha bevuto.
Nel frattempo torna Davide.
Mi conferma che le grotte sono molto belle ma che io avrei veramente avuto difficoltà a raggiungerle.
Lui è sudato fradicio mentre i suoi accompagnatori, non mostrano segni di sofferenza.
Gli offriamo una mancia che servirà a Lucas per un corso di economia che vuole fare e poi ripartiamo.
Ci fermiamo qualche chilometro oltre, per il pranzo.
Sono ormai le 15,30 quando ripartiamo.
La strada ci conduce sulla costa e vediamo il mare.
E’ troppo presto per fermarci in spiaggia.
Decidiamo di proseguire ancora un pò e scegliamo una sosta in collina.
Imbocchiamo uno sterrato che si diparte dalla principale; percorriamo qualche centinaia di metri per arrivare ad uno spiazzo piano.
Un pò di giochi con i pelosi è la giusta ricompensa che si meritano.
In lontananza, vediamo arrivare un poliziotto dal viso rotondo ed un grande sorriso.
Gli spieghiamo che desideriamo fermarci per la notte. Non ci sono obiezioni.
Ci avevano visto intraprendere lo sterrato e volevano vedere se avevamo problemi.
Ci chiede qualche soldo per mangiare e gli diamo aoa 2000 (circa 2 euro).
Lui felice, ci offre di venire a vedere, questa notte, se è tutto ok .
Gli diciamo di non preoccuparsi. Noi siamo tranquilli.
Domani mattina ripartiremo per Lobito.
Luoghi di interesse: panorami lungo il percorso. Grotte di Sassa.
Tipo di sosta: vicino alla strada su uno sterrato laterale no internet 2
Note: –












