Sosta a Camp Abio

Data: 7 maggio 2026

Luogo di partenza: Sosta a Camp Abio

Luoghi intermedi: –

Luogo di arrivo: –

Km percorsi: Km –

Way points:

sosta notte: (Camp Abio) : S 3 07.925 E 15 31.944

Resoconto

L’incontro per la gita in barca per osservare i gorilla, è fissato fra le 8 e le 9.

Ci siamo potuti alzare ad una ora più “comoda” , fare colazione , portare fuori i cani prima di andare, con la guida e il suo assistente, al molo.

Tre grossi secchi stracolmi di verdura e frutta, sono il cibo che porteremo ai tre gorilla che vivono sull’isola di fronte al campo.

In questa visita infatti, non incontreremo gorilla “selvaggi” come quelli che avevamo potuto vedere al parco di Odzala.

Nel caso di Camp Abio, avremo la possibilità di vedere, molto da più vicino, 3 gorilla riscattati da zoo, che ora vivono liberi su una grande isola.

Non sapendo nuotare, i gorilla non possono scappare dall’isola quindi seppure non siano in gabbia, sono obbligati a rimanere sull’isola.

Ad ogni modo, i gorilla, sono liberi di muoversi a piacimento.

Ovviamente, sono abituati a vedere l’essere umano ma non sono abituati a procurarsi il cibo da soli.

Tutti i giorni, i ranger, gli portano da mangiare e glielo lanciano dalla barca.

I gorilla lo lo sanno.

Sanno dove gli viene portato il cibo e a che ora.

Aspettano.

Anche questa mattina è stato così.

Il primo gorilla ha 30 anni. E’ molto grosso e possente. Ci aspettava sul ciglio del fiume.

Quando gli hanno lanciato la frutta, ha cominciato a mangiarla e ci ha regalato anche un piccolo show, battendosi i pugni sul petto , correndo sulla riva.

Ci siamo poi spostati, con la barca, per qualche chilometro e siamo attraccati da un’altra parte dell’isola.

In questo caso, una rete ci proteggeva dal grosso esemplare di 27 anni, che ci aspettava .

Osservare questo animale, a un paio di metri da noi, fa veramente impressione.

E’ un gorilla del Congo che era stato tenuto in cattività per molti anni in Inghilterra.

Qualche anno fa, è stato riportato nella sua terra natale e liberato su quest’isola dove viene assistito e nutrito.

E’ un pò viziato.

Avendo vissuto in gabbia, in Inghilterra, lo nutrivano sopratutto con banane e verdure.

Lui non conosce i frutti selvatici di cui altri gorilla si cibano.

Non li conosce, non gli piacciono e non li mangia.

E’ anche un po’ prepotente.

Dopo che ha finito di mangiare la sua porzione, corre a disturbare il terzo gorilla, il più giovane, che aspetta a poca distanza, il cibo.

Infatti, nutrito il secondo, occorre correre dal terzo gorilla, alla svelta, per fare in modo che anche lui mangi in tempo prima che, il suo rivale, vada a scacciarlo per rubargli le banane.

Il terzo gorilla, che ha venti anni, oltre ad essere il più giovane dei tre, è anche il più rispettoso. Quando vede il suo simile, si allontana per non entrare in competizione.

La visita a Camp Abio regala una emozione differente da quella al parco Odzala.

Qui hai la certezza di vedere i Gorilla ma fa un pò l’effetto di quando vai ad uno zoo safari.

E’ comunque una opportunità unica di osservare questi animali da vicino e di vedere il loro comportamento, le loro fattezze e le loro espressioni quasi umane.

D’altra parte, rispetto a tenerli in gabbia qui, gli animali, vivono liberi.

Non possono lasciare l’isola ma lo spazio è enorme.

Essendo cresciuti in cattività, questi gorilla, non sono in grado di essere totalmente autonomi.

Non ci sono femmine sull’isola per evitare la riproduzione ma ci sono molte altre specie di scimmie che vivono selvatiche.

A Camp Abio, è possibile anche andare a vedere gli ippopotami.

Facendo una trasferta in barca di circa una ora, si raggiunge un luogo dove questi animali stazionano.

Il costo è un pò elevato ed il fatto che non si possa effettuare l’escursione oggi, ma occorra posticiparla a domani, ci fa desistere.

Preferiamo spostarci, prima di pranzo, in direzione sud.

Vorremmo raggiungere la Lesio Louna Wild Reserve , uno spazio dove poter incontrare bufali, antilopi , scimmie , in libertà.

Verso le 12, mettiamo in moto HungryWheels ed usciamo dal parcheggio del campo.

Pochi metri oltre però, una inaspettata situazione ci stava attendendo.

Ieri notte ha piovuto molto e, la terra sabbiosa, ha in parte assorbito l’acqua.

Alcune grosse pozze però, sono rimaste e, quando Davide , seguendo il sentiero, ha inevitabilmente messo una delle due ruote posteriori all’interno della pozza, siamo rimasti bloccati.

A nulla è servito inserire i blocchi anteriori e posteriori.

Il camion è letteralmente sprofondato in un buco molto grosso e fangoso.

Essendo a pochi metri dal campo, Davide è andato a chiedere aiuto ai rengers, che sono prontamente intervenuti.

I tentativi di uscire, dopo aver scavato in più di cinque o sei persone, sono stati diversi.

Una montagna di fango e terra è stata spalata.

Molti rami di alberi, tagliati con la nostra motosega, sono stati messi sotto le ruote ma, sembrava non si riuscisse proprio a venirne fuori.

All’interno del Truck, io e i cani, non riuscivamo a stare in piedi.

Era talmente accentuata l’inclinazione che scivolavamo sul pavimento.

Per fortuna, l’aria condizionata ci regalava un pò di refrigerio mentre Davide e gli altri uomini, morivano di caldo e per il sudore, scavando in mezzo all’erba e agli insetti.

Confesso che mi sono sentita molto in colpa a non rendermi utile ma, in questi casi, l’unica cosa che potevo fare, era tenere compagnia ai cani che erano alquanto agitati.

Verso le 15,30, finalmente, il camion si è mosso.

Superate le pozze e messo in sicurezza ed in piano il veicolo, abbiamo ringraziato tutti quelli che avevano contribuito a risolvere la situazione lasciando una mancia.

Il capo ci ha chiesto cfa 30.000 ( circa €45,00) e noi siamo stati felici di darglieli.

Il resto del pomeriggio è servito a pulire e sistemare tutta l’attrezzatura.

Rimontate le ruote di scorta e il Quad sulla pedana, abbiamo fatto acqua e lavato gli attrezzi nel fiume a pochi metri da dove ci siamo parcheggiati, lungo il sentiero.

Alle 18 diventa buio quindi, abbiamo deciso di fermarci qui per la notte e ripartire con la luce, domani mattina.

Davide è distrutto; è pieno di morsi di insetti.

Io, che non ho fatto nulla, sono altrettanto distrutta e altrettanto morsicata dagli insetti, già da ieri.

Questa è una di quelle avventure che rimangono nei ricordi e che ti fanno sorridere negli anni a venire ma, oggi, ci ha veramente messo alla prova!

Luoghi di interesse: Camp Abio per gorilla e ippopotami

Tipo di sosta: a poche centinaia di metri dal parcheggio di Camp Abio sul sentiero

Note: il costo della gita per vedere gli ippopotami è di cfa 120.000 in aggiunta al resto pagato ieri e prevede una gita in barca di una ora per raggiungere la location.

Camp Abio
Camp Abio gorilla n 1
Cibo per gorilla
La barca per la gita ai gorilla
Gorilla n 2
Gorilla n 3
Truck impantanato a camp Abio
Camp abio
Camp Abio
Camp Abio

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