Sosta al monastero di ohum e passeggiata alla cascata.

Data: 18 aprile 2026

Luogo di partenza: Sosta al monastero di ohum

Luoghi intermedi:

Luogo di arrivo:

Km percorsi: Km –

Way points:

sosta notte: (monastero) N 6 31.817 E 7 25.998

Resoconto

La scelta di fermarci al monastero, è stata vincente.

Avevamo chiesto al ragazzo che ci ha accolto ieri all’entrata, di poter andare a visitare la cascata.

Ci aveva dato appuntamento per questa mattina, alle 9.

Pensavamo di essere i soli ad andare con lui e, ce la siamo presa comoda.

Abbiamo fatto un po’ di pulizie, portato fuori i cani e fatto colazione.

Il ragazzo è venuto a chiamarci e noi, gli abbiamo detto di aspettare ancora una decina di minuti (che sono poi diventati venti).

Solo quando siamo andati all’ingresso del monastero, abbiamo scoperto che, insieme a noi, c’erano almeno una decina di donne che aspettavano di partire. Eravamo un gruppo.

Ovviamente abbiamo chiesto scusa giustificandoci ma, ad ogni modo, loro non sembravano particolarmente indispettiti.

Con il sorriso sul volto, ci hanno accolto e, tutti insieme, con due ragazzi di scorta con il fucile (non so perché) , siamo partiti per la passeggiata.

Il tragitto prevede una camminata su terreno misto, terra e piante, un pò dissestato.

In parte in salita ed in parte in discesa, la passeggiata attraversava zone di fitta vegetazione ed ombra, a zone assolate.

Il tempo è un pò nuvolo e ciò ci permette di non soffrire troppo per il caldo.

La compagnia è gioviale; le donne, giovani e meno giovani, chiacchierano amichevolmente.

Le tre più anziane rimangono un pò indietro rispetto al gruppo ma, uno dei due ragazzi di scorta le tiene d’occhio.

Arriviamo ad un primo guado. Non ho voglia di bagnarmi le scarpe e salto in groppa a Davide che mi “traghetta” dall’altra parte. Le ragazze ridono e scattano foto.

Proseguiamo il cammino fino ad arrivare ad un altro guado.

Scopro che dobbiamo percorrere una parte del percorso camminando nell’acqua.

Questa volta, non posso chiedere a Davide di trasportarmi in braccio o in spalla.

Mi tolgo le scarpe e comincio a camminare, scalza, nell’acqua , come tutte le altre fanciulle.

Il terreno è sabbioso con sassi di media grandezza.

Non è agevole camminare così per noi che non siamo abituati.

Percorso un tratto di torrente con l’acqua fino a metà polpaccio ed oltre, giungiamo all’imbocco di una grotta.

Una grande statua della madonna in pietra, sorveglia l’ingresso.

Un uomo imponente ci aspettava e comincia a pregare.

Tutti noi ci sediamo per terra e le ragazze cominciano ad intonare una preghiera con una cantilena in un inglese incomprensibile.

Dopo qualche minuto, ci alziamo e proseguiamo il cammino, ancora nell’acqua.

Il torrente ha una corrente un pò più elevata in questo tratto e il livello dell’acqua arriva al ginocchio. Io, che avevo camminato scalza con la paura di ferirmi i piedi, questa volta, mi tengo le scarpe da ginnastica e cammino più sicura.

Entriamo attraverso delle aperture nelle alte pareti intorno a noi, che si contorcono lasciando penetrare la luce dall’alto.

Mi ricorda un pò il fotografatissimo antilope canyon degli Stati Uniti, ma con l’acqua che non scorre in mezzo.

Il rumore della cascata si fa più intenso.

Superati alcuni massi che hanno messo a dura prova il mio equilibrio, arriviamo in un altro punto dove, tre madonne, sono state sommerse dai detriti di terra staccatisi dalle pareti.

Solo le teste delle statue emergono dal fondo di terra rossa coperto dall’acqua.

Una ventina di metri più avanti, un potente scroscio si getta dall’alto, vaporizzando acqua tutt’intorno.

Le donne infervorate, vi si gettano sotto e cominciano a pregare, ballare e raccogliere l’acqua in botticelle di plastica che si sono portate da casa.

Sono completamente fradice.

Il getto d’acqua con la forte potenza credo possa non essere del tutto piacevole.

Per una quindicina di minuti sembra quasi che le donne si spintonino per restare sotto la cascata.

Noi, a pochi metri, completamente fradici per l’acqua vaporizzata, rimaniamo ad osservare la scena.

Ad un certo momento, i ragazzi che ci scortano, richiamano le signore.

E’ ora di rientrare; ci aspetta una lunga passeggiata di ritorno verso il monastero.

Il fatto di avere i vestiti completamente bagnati, aiuta a non sentire caldo mentre attraversiamo le zone assolate in salita.

Io, Davide ed uno dei ragazzi, procediamo spediti mentre le signore rimangono indietro con l’altro giovane.

Arrivati al monastero, non sappiamo se siamo bagnati per l’acqua o per il sudore .

Sicuramente siamo stanchi ma, questa esperienza, è stata decisamente interessante e piacevole.

Ne vale la pena!

Diamo una piccola mancia per ringraziare il ragazzo che ci ha accompagnato e andiamo nel Truck per fare una doccia e metterci abiti asciutti.

I nostri cani, ci hanno atteso pazienti, sul camion.

Pranziamo e ci rilassiamo per il resto del pomeriggio, fino alle 18 quando portiamo i pelosi a spasso nel giardino del monastero.

C’è un po’ di vento ed è più piacevole stare all’aperto che nel camion.

Oramai il sole sta tramontando ed un’altra giornata ci ha regalato una esperienza indimenticabile.

Domani ripartiremo per il nostro viaggio ma avremo ancora qualche punto di interesse prima di passare il confine.

Rimanete con noi per scoprirlo.

Luoghi di interesse: monastero e cascata di ohum

Tipo di sosta: presso il monastero

Note: data mancia di 400 naira ai ragazzi che ci hanno portato alla cascata (offerta libera)

Via Crucis monastero Ohum
Passeggiata x la cascata Ohum
Cascata Ohum
Cascata ohum
Cascata Ohum
Cascata Ohum
Cascata ohum
Madonne sommerse cascata Ohum
Cascata ohum
Entrata della grotta di ohum

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