Data: 12 aprile 2026
Luogo di partenza: Aburi
Luoghi intermedi: cascata di Aselema ; diga di Akosombo
Luogo di arrivo: Abor
Km percorsi: Km 231
Way points:
sosta notte: (missione) N 6 03.762 E 0 52.230
Resoconto
Un’altra giornata di viaggio verso il Togo.
La notte passata nei giardini di Aburi è stata piacevole.
Nessun rumore, fatto salvo il canto di uccelli.
Ripartiamo verso le 9,30 del mattino.
L’intento di questi giorni è di percorrere un po’ di strada per arrivare a passare il Togo ed il Benin, senza fermarci .
Lungo l’itinerario, ci fermiamo a visitare la cascata di Aselema. Si parcheggia a poche centinaia di metri dalla cascata che si raggiunge con una passeggiata in mezzo agli alberi.
Siamo nella stagione secca ma il getto della cascata è abbastanza interessante. Nel laghetto che si forma ai piedi della cascata, vengono effettuati massaggi da alcuni “energumeni”. Quattro signore stavano beneficiando di questa attività proprio mentre noi siamo arrivati, mentre un altro giovane approfittava per godere del massaggio naturale della cascata, ponendosi direttamente sotto il getto di acqua.
Ripreso il viaggio, un pò di chilometri oltre, con una deviazione di una decina di chilometri, scegliamo di andare a vedere anche la diga di Akosumbo.
Si tratta della diga più grande del Ghana e la seconda dell’Africa, secondo un progetto ideato nel 1915 ma portato avanti solo alla fine degli anni ‘50 e terminata nel 1966, in collaborazione con una azienda americana ed un contratto che privò il Ghana , per molti anni, dei benefici dell’energia elettrica, per ripagare il debito a vantaggio degli americani.
Giunti alla diga , entriamo nel parcheggio dove si fermano i passeggeri che prendono il traghetto per l’isola di Dodi.
Un portiere dell’hotel Volta, che si trova sul molo, ci fornisce informazioni sulla diga rivelandoci che furono gli italiani a portarla a termine.
Dopo un rapido pranzo, ripartiamo per continuare il trasferimento verso il Togo.
Mancano ancora 140 km ma vorremmo raggiungere il confine al più presto e valutare se è il caso di passarlo questa sera o domani.
Il percorso lungo la costa del Togo che vorremmo percorrere per raggiungere il Benin, è di circa 50 km.
Il problema, è il tempo che ci può volere per fare le pratiche doganali.
Sono ormai quasi le 17 e sta calando il sole. Non c’è la facciamo ad entrare in Togo questa sera.
Lungo il percorso, incontriamo una missione cattolica.
E’ stata fondata da padre John, un italiano che è venuto in Ghana negli anni 70 e, con tanta passione e fatica, è riuscito a creare una scuola per più di 800 ragazzi, dalla materna alle medie.
Inoltre fornisce ospitalità a ragazzi con disabilità che trovano nell’associazione un luogo sicuro dove apprendere e sentirsi “in famiglia”.
Arrivati da loro, abbiamo chiesto se c’era la possibilità di avere acqua per i serbatoi del camion e, abbiamo ricevuto molto di più!.
Non solo l’acqua ma un invito ad unirci a loro per la cena e anche la possibilità di restare per la notte. Avrebbero voluto offrirci una camera ma gli abbiamo spiegato che HungryWheels, ha tutte le comodità. Facciamo un giro all’interno della missione.
L’atmosfera che si respira, è fantastica.
I ragazzi ti sorridono, e i bambini più piccoli, sereni, ti prendono per mano o ti saltano in braccio.
Abbiamo conosciuto uno degli insegnanti della scuola e alcune delle persone che vivono nel centro.
Tutti ci venivano incontro per salutarci e presentarsi.
Eravamo venuti per prendere un pò d’acqua e ci siamo sentiti accolti come in famiglia !
Dopo la gustosa cena, siamo tornati sul truck a riposare.
Domani ci aspetta la dogana fra il Ghana ed il Togo e quella fra il Togo ed il Benin.
Buona notte.
Luoghi di interesse: diga di akosombo. Missione cattolica
Tipo di sosta: presso la missione cattolica, con acqua.
Note: in my father house – children’s village P.O. Box Ab83, Abor-Weme, V/R Ghana
www.imfhchildrenvillage.org email: imfheconomicreports_gh@yahoo.com inmyfatherhouse.2002@yahoo.com
padre Giuseppe Rabbiosi +233244937752












