Data: 12 marzo 2026
Luogo di partenza: Kalia
Luoghi intermedi: konkourè, Tinkisso (cascata), Dabola
Luogo di arrivo: Diabakagna
Km percorsi: Km 249
Way points: cascata: N 10 43.905 W 11 10.062
sosta notte: N 10 37.603 W 10 56.452
Resoconto
Finalmente una notte di riposo! La sosta si è rivelata tranquilla, silenziosa e, indisturbati, abbiamo potuto dormire bene. Non faceva fresco ma un caldo tollerabile.
Ci serviva una notte di sonno per rigenerarci e ripartire alla grande!
Questa mattina, un signore è venuto a scavare la roccia della cava e ci ha chiesto dei soldi.
Quando Davide gli ha detto di no, si è allontanato tranquillo ed ha ricominciato a scavare.
Poco dopo, siamo ripartiti, seguendo la strada ben asfaltata in direzione di Dabola.
Prima di raggiungerla, guardando sulla app di ioverlander, abbiamo scoperto che, una cascata, si trova a circa 8 km prima del centro urbano.
Uno sterrato agibile anche da un 4×2 conduce fino ad una postazione militare vicino alla diga.
Noi abbiamo parcheggiato presso la costruzione e, a piedi, (era possibile anche con un veicolo a motore), abbiamo proseguito per un paio di km su una strada pavimentata, scendendo fino alla centrale idroelettrica e alla cascata.
Al momento, essendo la stagione secca, la cascata non è al pieno della sua potenza ma forma comunque un gradevole laghetto dove diversi ragazzi si stavano bagnando.
Odino, come ha visto l’acqua, ci si è tuffato prontamente dentro, per rinfrescarsi.
Dopo aver reso felice il nostro cane, abbiamo ripercorso la strada lastricata, in salita, fino al Truck dove avevamo lasciato yoda, con l’aria condizionata.
Ripartiti, dopo questa gradevole tappa, abbiamo raggiunto e superato il piccolo villaggio di Dabola.
La strada, da ben asfaltata, è diventato uno sterrato di terra rossa, ampio ma un pò dissestato, a causa del passaggio di molti camion a rimorchio e corriere che percorrono questo tratto per raggiungere Farah.
L’andatura che, fino a questo momento era stata costante anche se moderata, si è rallentata notevolmente a causa dei sobbalzi causati dal terreno.
Dopo una ventina di chilometri, decidiamo di fermarci per la notte.
Siamo abbastanza stanchi e, gli ultimi chilometri di sterrato ci stanno creando problemi alla schiena.
Troviamo uno spazio a lato dello sterrato principale, in piano, in mezzo ad una piantagione di strani alberi dal frutto giallo o rosso.
Passeggiando con i cani, prima che cali il sole, avvertiamo un gradevolissimo ed intenso profumo agro dolce, provenire proprio da questi strani frutti, mai visti prima.
La loro forma, sembra quella di un piccolo peperone giallo o rosso e, dalla parte opposta al picciolo, hanno una escrescenza grigiastra, a forma di fagiolo.
Il profumo è incredibilmente invitante e ti viene voglia di morderlo.
Scattiamo una foto e chiediamo a IA informazioni su questo frutto.
Non vorremmo avvelenarci come Biancaneve con la mela!
Scopriamo, con sorpresa, che si tratta della mela anacardo, tipica della Guinea o della Costa d’Avorio dove il clima è tropicale.
La parte polposa colorata che emana il forte profumo è il “falso frutto” e viene chiamata mela.
E’ commestibile, molto succosa e viene usata da mangiare come frutta o per fare marmellate e succhi.
L’escrescenza a forma di fagiolo, è la corteccia che contiene l’anacardo.
Questo guscio, non è commestibile e risulta irritante se ingerito.
L’anacardo al suo interno, non si può mangiare crudo ma va tostato e lavorato.
Personalmente , gli anacardi li avevo sempre e solo visti nei sacchetti di plastica al supermercato.
E’ esaltante scoprire qualcosa di così interessante, sconosciuto e gustoso.
Non resistendo al profumo del frutto, provo a morderlo.
Decisamente succoso, risulta molto gradevole al palato.
Più che masticarla, trovo che sia meglio succhiare la sua polpa. La buccia esterna è più consistente mentre all’interno, dopo averlo morso, fuoriesce un succo dolce, dal sapore che ricorda il licthi.
In Europa, non è facile incontrare il frutto dell’anacardo perché si deteriora rapidamente e quindi non è esportabile con facilità.
Dopo aver assaggiato la prima mela anacardo, ne rimango incantata e decido di raccoglierne altri da tenere in frigo e degustare nei prossimi giorni.
E’ una opportunità unica: chissà quando, e se, mi ricapiterà di mangiarli di nuovo!
Il frutto dell’anacardo, qui in Guinea, così come il frutto del Baobab in Senegal, sono le piccole scoperte che rendono questa esperienza di viaggio, unica!
Sono le piccole cose che si ricordano per la vita.
Ci serviva un ricordo così, da archiviare nel cassetto della memoria, dopo il “ricordo” dei tre giorni trascorsi a Conakry!
Chissà cosa ci riserverà ancora questa esperienza….
Continuate a seguire i racconti e viaggerete con noi.
Luoghi di interesse: cascata di Tinkisso
Tipo di sosta: nel bush vicino alla strada sterrata principale. Piantagione di mela anacardo
Note: la cascata è raggiungibile in auto presso la stazione idroelettrica dopo un posto militare di controllo presso la diga.












