Deserto di Ben Amira- Choum- Tunnel

Data: 1 gennaio 2026

Luogo di partenza: Deserto Ben Amira

Luoghi intermedi: Choum

Luogo di arrivo: Tunnel

Km percorsi: Km 76

Way points: acqua Choum: N 21 17.689 W 13 03.442

sosta notte: (tunnel) N21 19.687 W13 00.268

Resoconto

Prima giornata dell’anno!

Prima trasferta, prime dune di sabbia morbida, primo villaggio dopo alcuni giorni.

Sembra che il giorno 1 abbia segnato l’inizio di diverse cose, ma è solo per dire!

Partiti seguendo la ormai consolidata abitudine, verso le 10, abbiamo affrontato, da subito, un tratto di pista leggermente più impegnativa rispetto a quanto incontrato fino ad oggi.

Il terreno sabbioso che, fino ad ora era stato prevalentemente duro, ha cominciato a rivelare una consistenza più morbida, quella tipica delle dune di sabbia.

Il clima, sopratutto al mattino, è fresco; ciò permette, alla sabbia, di mantenere una certa consistenza e migliorare il “galleggiamento” dei veicoli .

Seguendo le tracce che già erano presenti lungo la pista ma evitando di metterci le ruote all’interno, abbiamo mantenuto una velocità costante.

L’andatura, non veloce ma neppure lenta e traiettorie morbide, ci hanno permesso di procedere sulle dune senza intoppi.

Abbiamo mantenuto le distanze fra i due Truck ma, senza perderci di vista.

Se uno dei due si fosse trovato in difficoltà ce ne saremmo accorti subito, in modo da intervenire.

Abbiamo anche due radioline che ci permettono di tenerci in contatto; fino ad ora, non ne abbiamo avuto bisogno visto che procediamo a poca distanza e preferiamo parlarci attraverso i finestrini.

Dopo la prima decina di chilometri, il terreno si è fatto più duro.

Solo prima di arrivare al villaggio di Choum, abbiamo incontrato ancora qualche duna.

Dal totale deserto piatto, avvicinandoci a Choum, sono comparse le montagne di roccia.

Alcuni sono solo accumuli di giganteschi sassi a formare grandi piramidi.

Sullo sfondo invece, una vera e propria parete rocciosa delinea un altipiano che circonda il villaggio.

Entrando in Choum, una delle stazioni di sosta di alcuni dei treni che abbiamo visto scorrere sui binari in questi giorni, veniamo accolti dalla classica orda di ragazzini.

Giovani di età variabile fra i 2 e i 15 anni, salutano a grandi braccia, il nostro passaggio.

Attraversiamo il villaggio senza fermarci e raggiungiamo il rubinetto di acqua potabile a disposizione di chi ne ha bisogno.

Quando troviamo da fare rifornimento scatta, in automatico, il funzionamento della lavatrice.

Mentre Davide immette acqua nel serbatoio, io non perdo l’opportunità di lavarmi i capelli, operazione che richiede non poca acqua.

Una volta uscita dal bagno, con i capelli sciolti, divento l’attrazione dei fanciulli che si sono radunati intorno al Truck, a giocare con Davide.

Le ragazze rimangono ammirate dai miei lunghi capelli e li guardano con occhi strabiliati.

Sono tutti molto curiosi ma altrettanto gentili e non troppo invadenti.

Terminato il rifornimento, ci spostiamo a pochi chilometri, dove si trova il tunnel della ferrovia.

Questo tunnel, è lungo circa due chilometri. Scavato dai francesi nel granito, negli anni sessanta, per la ferrovia mineraria aveva l’unico scopo di evitare un breve tratto di territorio del Sahara Occidentale che, in quel periodo, era controllato dagli spagnoli. Un problema socio politico che è costato molti soldi.

Oggi, non è più in uso poichè la linea è stata deviata, a seguito di un successivo accordo, ma rimane un monumento storico ingegneristico.

Il tunnel, appare dismesso: sono state tolte le rotaie del treno, ed è divenuta la casa di diversi pipistrelli.

Dopo aver pranzato e riposato, io e Davide abbiamo preso il Quad e abbiamo voluto attraversare il tunnel per vedere dove portava.

Dopo i primi metri, lungo i quali le pareti sono state rivestite di liscio cemento, per i seguente percorso, rimangono le pareti scavate nella viva roccia granitica.

All’inizio, il tracciato è diritto e si vede la luce che entra dall’ingresso del tunnel, alle nostre spalle, farsi sempre più piccola e lontana, senza però poter vedere la luce dall’altra parte del tunnel.

Il rumore del motore del Quad rimbalza sulle pareti e ci rimbomba nel casco.

Tutto si fa buio per un breve tratto mentre pipistrelli, disturbati dal nostro passaggio, ci svolazzano sopra la testa.

Finalmente ecco la luce apparire davanti a noi, ad indicarci la fine della galleria.

Una volta fuori, non c’è un granché. Cumuli di pietre abbandonati e, più avanti, la miniera dove non è consigliabile andare in quanto si dice , sia minata.

Ripercorso il tunnel al contrario, proseguiamo, con il Quad, fino al villaggio.

Rispetto a quando ci siamo passati al mattino, sembra si sia animato.

Un brulicare di persone si muove da una parte all’altra della strada e , numerose botteghe, hanno aperto i battenti per vendere generi alimentari.

Compriamo il pane. Vorremmo anche del tè; veniamo fraintesi perché, invece di darci le bustine, ci servono due bicchieri di te alla menta.

Ormai è il tramonto e la luce inizia velocemente a diminuire.

Ci affrettiamo a fare ritorno al Truck perché, al buio, sarebbe più complicato ritrovarlo.

Oggi è stata una giornata calda. Più calda delle altre. Abbiamo raggiunto i trenta gradi.

Anche alla sera, la temperatura non si abbassa come di consueto.

Qui, in estate, deve essere un vero inferno!

Domani proseguiremo alla volta di Atar.

Continuate a viaggiare con noi.

Luoghi di interesse: Choum. Tunnel

Tipo di sosta: su terreno di pietre di fronte al tunnel della ferrovia no servizi 2

Note: acqua buona all’uscita di Choum. Non molta pressione, rubinetto normale.

Nelle vicinanze di Choum
Vicino a Choum
Vicino al tunnel di Choum
Tunnel
All’interno del tunnel

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