Data: 22- 23 marzo 2026
Luogo di partenza: Diourouzon
Luoghi intermedi: Yamoussoukro (sosta notte), Toumodi, Yabayo
Luogo di arrivo: Soubre
Km percorsi: Km 278+ 268
Way points:
sosta notte: (Yamoussoukro) N 6 48.491 W 5 17.706
Sosta notte: (soubre ) N5 47.503 W 6 37.801
Resoconto
Ieri sera, ero stanchissima, sono letteralmente crollata nel letto!.
Dopo diversi giorni di ozio in attesa di ripartire, trascorrere una giornata molto intensa;
50 km in Quad su sterrato e salire centinaia di gradini di una torre ha messo a dura prova la mia schiena e la mia resistenza.
Questa mattina però, dopo aver riposato, siamo pronti per ripartire.
Direzione Yamoussoukro, la capitale della Costa d’Avorio.
La strada è completamente asfaltata, in ottimo stato.
Per la prima volta, lungo il tragitto, incontriamo due caselli di pedaggio stradale.
Il viaggio risulta scorrevole, in mezzo alla natura verdeggiante.
La guida della Lonley dice che non c’è molto da vedere in Yamoussoukro dove non ci sono ambasciate o consolati; l’urbanizzazione della città ha avuto luogo perché, uno dei presidenti era nativo di questo posto.
E’ una città nata come l’auto celebrazione del presidente che ha investito moltissimo denaro per donarle infrastrutture, viali illuminati e opulenza.
La ragione principale che ci ha spinti a raggiungere la città è la sua cattedrale.
La Basilica della vergine della pace infatti è una opera d’architettura straordinaria.
Nonostante la sua grandiosità non è una cattedrale: la sede del vescovo è infatti la vicina cattedrale di Sant’Agostino.
Fu voluta dal primo presidente del paese, Félix Houphouët-Boigny, e progettata dall’architetto Pierre Fakhoury sul modello della basilica di San Pietro.
Storia della Basilica di Nostra Signora della Pace
Costruita tra il 1985 e il 1989 con marmo, è costata circa 250 milioni di euro. Fu consacrata da papa Giovanni Paolo II il 10 settembre 1990. Giovanni Paolo II accettò di essere presente alla consacrazione solo a patto che accanto alla basilica fosse poi costruito un ospedale. A seguito della posa simbolica della prima pietra posata durante la visita papale, l’inizio dei lavori della struttura ospedaliera era inizialmente previsto per il 2000, ma rimase congelato per la crisi politico-militare del 2002-2011; l’ospedale venne finalmente completato nel 2014 e aperto nel gennaio 2015, dopo una spesa di 21,3 milioni di euro.
Il Guinness dei primati la classifica fra le chiese più grandi del mondo, con una superficie esterna di 30.000 m² ed interna di 7.989 m². Rispetto al suo modello vaticano è più alta (158 m, altezza misurata con la croce posta sulla cupola, contro 133 di San Pietro), più lunga e più larga. Nonostante questo sorpasso non si fregia comunque del record di chiesa più alta del mondo, che è detenuto dalla Sagrada Família nella città di Barcellona in Spagna, alta 172 metri. Tuttavia San Pietro è più capiente: Notre Dame de la Paix può contenere 7.000 fedeli nella navata e 11.000 in altre aree del complesso, mentre la basilica romana può contenere al suo interno 60.000 fedeli. Infatti del complesso fanno parte anche un rettorato e una villa riservata esclusivamente alle visite papali.
Nel colonnato sono realizzate 4 cappelle quella a nord est dedicata a S. Giovanni ospita un concerto di 7 campane in fuse da una fonderia francese, il campanone pesa 4.300 kg.
La costruzione fu voluta e in gran parte finanziata dal presidente Houphouët-Boigny, per dare lustro alla sua città natale, elevata al rango di capitale nel 1983. A chiesa quasi ultimata, Houphouët-Boigny ordinò una vetrata a mosaico, importata dalla Francia, raffigurante Gesù e gli apostoli. Nella magnifica vetrata sono raffigurati tutti gli artefici della costruzione della basilica: l’ingegnere e architetto, il presidente Boigny, i costruttori della vetrata e molti altri personaggi. All’interno della basilica, oltre ad un presepe in ebano di pregevole fattura ed una croce in oro del peso di 13 chilogrammi, è posta una statua donata da un detenuto del carcere di Abidjan.
La basilica è stata edificata su un’area di proprietà del vecchio presidente che sostenne di averne finanziato per intero le spese per la realizzazione che si aggirano oltre i 300 milioni di dollari e donata in seguito al Vaticano. Numerose sono le critiche su chi realmente ha pagato questa costruzione, la totalità dei finanziamenti si pensa vengano direttamente dalle casse dello stato. È gestita da religiosi appartenenti alla Società dell’apostolato cattolico (chiamati popolarmente Pallottini). -Informazioni tratte da Wikipedia
Ad ogni modo, la visita a questa chiesa vale decisamente il viaggio.
Ogni giorno, alle 12,30, viene celebrata una messa mentre, la domenica alle 10, si svolge il rito più importante, con molti fedeli partecipanti.
Oltre alla chiesa, la città offre altri edifici moderni, come la casa dell’ex presidente con un magnifico lago che ospita ninfee e coccodrilli, nutriti giornalmente da guardiani; il palazzo dell’istituto nazionale politecnico costituito da diversi edifici; la fondazione Houphouët- Boigny , creata dall’ex presidente per celebrazioni.
Al nostro arrivo, verso le 17, la chiesa era ormai chiusa e , dopo aver percorso il perimetro intero della recinzione, ci siamo limitati ad osservare la città.
Abbiamo percorso i suoi grandi ed ordinati viali illuminati e siamo andati a fare la spesa al fornito supermercato Auchan.
Abbiamo avuto la sensazione di tornare alla “civilizzazione”. La città non è affollata o trafficata perchè ormai, molta gente l’ha lasciata preferendo Abidjan, vera è propria città amministrativa dopo l’elezione del nuovo presidente.
Questa mattina, dopo aver dormito nella boscaglia, vicino alla basilica, abbiamo parcheggiato il Truck di fronte all’ingresso e siamo entrati per la visita guidata della Basilica. Un giovane che parlava un ottimo inglese, ci ha condotto all’interno della chiesta e ci ha fornito tutte le informazioni in merito alla costruzione e al significato delle immagini delle magnifiche finestre. I marmi arrivano da Italia, Spagna e Portogallo mentre il legno delle panche è ivoriano ma lavorato in Italia. In tutta la chiesa c’è l’aria condizionata che fuoriesce da bocchette poste nelle panche e dal pavimento. Un magnifico lampadario in cristallo è posto sopra l’altare di marmo, adornato da una croce appesa con un filo invisibile a più di due metri di altezza, tanto che sembra volare. Molti sono i riferimenti a San Pietro come la statua della pietà di Michelangelo, riprodotta fedelmente in un unico pezzo di legno ma ci sono anche statue particolari fatte da artisti ivoriani.
Terminata la visita, rimontiamo in Truck e partiamo in direzione del mare.
Ci aspettano molti chilometri di guida prima di raggiungere la costa perché desideriamo visitarla tutta, da ovest a est fino al confine con il Ghana, essendo una delle ragioni principali per le quali la Costa d’Avorio è famosa.
Una cosa che stiamo notando da quando siamo entrati in Costa d’Avorio è la presenza di tombe fuori dai villaggi. Sembra non esserci un luogo dove seppellire i morti ma, lungo la strada principale, vengono edificate piccole costruzioni rivestite con le piastrelle che si susseguono. C’è ne sono di varie dimensioni con lapidi riportanti nome e foto del defunto fino a vere e proprie tombe di famiglia. La cosa inconsueta è trovarle lungo il cigliò delle strade.
Percorriamo la strada in direzione sud est fino a Toumodi poi imbocchiamo la direzione sud ovest , passando per Gagnoa in direzione di San Pedro.
Seguendo questo itinerario si ha la sensazione di fare un salto indietro. Ritornano le strade non in perfetto stato, piene di che nell’asfalto e, a tratti, non asfaltate. Mai come quelle della Guinea ma però abbiamo dovuto rallentare la marcia.
E’ stancante evitare le buche, occorre zigzagare fra una corsia e quella opposta. Per fortuna non c’è molto traffico. Solo qualche piccola corriera e i soliti motorini. I villaggi che incrociamo non rappresentano la parte moderna della Costa d’Avorio. Ritornano le bancarelle, i vestiti tradizionali delle fanciulle e molta, moltissima sporcizia.
La vegetazione della foresta pluviale è fittissima. Diventa complicato anche trovare un posto dove fermarsi. Verso le 17 Davide è stanco ma, fra un villaggio e l’altro, dove certamente non abbiamo intenzione di fermarci, c’è il nulla assoluto. Nessuno sterrato, nessuno slargo. Solo piante che creano un muro verde si due lati della strada.
A yabayo giriamo a sud. Ancora una ventina di km e forse ci sarà modo di fermarci vicino al fiume. Superata Soubre, dopo il ponte che passa sopra al fiume, imbocchiamo uno sterrato molto dissestato. Ci sono piante abbastanza basse ed il sentiero è largo poco più del Truck. Si sta facendo buio e temiamo di non trovare un posto dove fermarci perché, a volte, le indicazioni degli altri viaggiatori non sono ideali per noi a causa delle dimensioni di HungryWheels.
Quando ormai stiamo perdendo le speranze, raggiungiamo uno slargo. Va benissimo! Saliamo su una specie di collinetta e ci parcheggiamo in piano.
Per questa notte va bene. Siamo vicini alle cascate ed il luogo è tranquillo. Domani andremo a dare una occhiata.
Luoghi di interesse: Yamoussoukro:basilica della vergine della pace
Tipo di sosta: Yamoussoukro: lungo il perimetro della basilica 2.
Soubre: solo 4×4 in fondo a sentiero sterrato non distante dalla città. Silenzioso , vicino alla cascata
Note: costo entrata basilica cfa 500 a persona compresa la guida + mancia. Strada dissestata per andare verso sud.





















