Data: 11 – 14 febbraio 2026
Luogo di partenza: Sosta sulla spiaggia di Kartong
Luoghi intermedi: –
Luogo di arrivo: –
Km percorsi: Km –
Way points:
sosta notte: kartong spiaggia N 13 04.722 W 16 46.250
Resoconto
Era da un pò, che cercavamo il luogo ideale per una sosta.
Ci siamo presi qualche giorno per fare il punto del viaggio, effettuare la contabilità annuale e tirare le somme del 2025.
Desideravamo rilassarci un pò e fare le cose con un pò di calma.
Sono due mesi, dal 15 dicembre 2025, che abbiamo intrapreso questa avventura africana, viaggiando dal Marocco, alla Mauritania, al Senegal ed ora in Gambia, per poi rientrare in Senegal, nella regione di Casamanche, nei prossimi giorni.
Quattro giorni, possono essere pochi o tanti, dipende da dove e con chi li passiamo.
Noi abbiamo trovato una bella spiaggia, tranquilla e Dauda, l’uomo che gestisce il baracchino delle bibite, è veramente gentile ed ospitale.
Come ho già detto, in cambio della possibilità di restare nel suo spazio, la sera, lui ci prepara la cena e mangia con noi.
Ha invitato anche un suo amico, una sera; un giovane universitario, con il quale abbiamo scambiato opinioni e racconti sul Paese.
La famiglia di mussulmani che vive nella casa a fianco al chiosco, sta costruendo una moschea.
La matrona della famiglia, è una signora che ha vissuto molto tempo fuori dal paese, girando fra la Nuova Zelanda e Inghilterra. E’ una donna istruita, che ha imparato come viviamo noi europei e le nostre “regole”di pulizia e ordine; sta cercando di trasmetterle ai componenti della sua famiglia.
Chiaramente, quando la pavimentazione è la terra rossa o la sabbia, non è facile evitare la polvere. Ad ogni modo, nel suo spazio, raccolgono tutta la plastica e la pattumiera viene bruciata regolarmente.
Hanno un pozzo e raccolgono l’acqua con i secchi.
Nelle ore più calde, dopo le 11 e fino alle 17, si riposano mentre, nel resto della giornata, portano avanti le faccende domestiche e la costruzione della moschea.
Purtroppo la signora non si trova d’accordo con Dauda e non hanno un buon rapporto.
La signora vorrebbe che il gestore del chiosco, tenesse un pò più pulita la sua area mentre il nostro ospite è un pò un “selvaggio”.
Non ha molto chiaro, come la maggior parte degli abitanti dell’Africa, cosa significa tenere pulito. Hanno la consuetudine dell’USA e GETTA. Letteralmente! Consumano e poi gettano a terra! Questo è il grande “male” di questo paese meraviglioso.
Il primo giorno di permanenza, mi sono dedicata esclusivamente a fare la contabilità del 2025, mentre Davide si è speso per ordinare le migliaia di foto che scattiamo.
Il giorno seguente invece, lo abbiamo dedicato a rilassarci, a passeggiare sulla spiaggia con i cani e a fare chiacchiere con i nostri “vicini”.
Il giorno 13 siamo andati in avanscoperta della zona, con il Quad.
Abbiamo attraversato il piccolo villaggio di Kartong , dato una occhiata al mercato, dove le donne vendono frutta e verdura e raggiunto il confine pedonale con il Senegal dove è possibile passare da questo stato al suo limitrofo, ma solo a piedi.
Siamo andati a dare una occhiata ai vari resort per turisti che si affacciano sulla spiaggia. Percorrendo la striscia di asfalto principale, abbiamo notato che, per chilometri, non esiste un accesso alla spiaggia se non attraverso queste proprietà private.
Quindi, l’unica vera possibilità di arrivare all’oceano dalla spiaggia, se non si è ospiti di un resort, è proprio dal luogo dove noi siamo parcheggiati.
Tornati al Truck, approfittiamo di fare una corsa in Quad sulla spiaggia ed osservare i vari resort e gli ospiti che prendono il sole.
Non c’è molta gente e le strutture sembrano semplici.
Ci sono alcuni baracchini che vendono bibite come il nostro Douda e altri, che offrono il pranzo. Sdraio e ombrelloni offrono l’opportunità di relax.
Riceviamo, in omaggio, dalla matrona della famiglia mussulmana del pesce.
Ce lo porta una delle figlie dicendoci che è un dono di sua mamma.
Io ricambio cucinando per loro una frittata di mele.
Sono molto ospitali e gentili ma, quando, involontariamente andiamo a sederci, con i cani, in una area ombreggiata, che loro dedicano alla preghiera, ci informa prontamente e con fermezza, che dobbiamo evitare di farlo e, nel caso, che dobbiamo andarci senza cani e senza scarpe.
Chiediamo ovviamente scusa per questa nostra mancanza, spiegando che non sapevamo fosse una area sacra visto che li vediamo pregare, più volte al giorno, davanti al portico della loro casa.
Il giorno 14, sabato, abbiamo promesso a Douda di andare al villaggio, con lui, a vedere la partita di calcio della sua squadra.
E’ un gran patito di questo sport. In passato ha giocato anche lui, nella squadra dei “united brothers”. L’allenatore è suo cugino, che ci presenta durante la partita insieme a tutti i membri del team.
Purtroppo, il giorno di San Valentino, riceviamo un regalo “non gradito”.
La connessione illimitata si ferma e rimaniamo senza internet.
Fortunatamente abbiamo la sim card che acquistiamo sempre quando entriamo in un diverso paese, per avere internet anche se siamo in giro.
Non avere la connessione internet ci limita molto.
Prima potevamo telefonare e tenere i contatti con amici e familiari.
Adesso possiamo solo inviare qualche messaggio e rinunciare alla tv.
Anche questi diari, potrò postarli solo quando avrò una connessione e non potrò pubblicare tutte le foto che, fino ad ora, vi ho mostrato.
Speriamo di trovare il modo di riottenere un collegamento sufficiente per migliorare la situazione.
E’ proprio vero: rispetto a molti anni fa, in Europa e nei paesi più modernizzati, tutto necessita di una buona connessione internet.
Quando non l’abbiamo, ci sentiamo persi.
Ricordo che , quando ero una ragazzina e viaggiavo in Inghilterra o negli USA, non c’era internet.
Si faceva la classica chiamata con l’operatore, il più delle volte a carico del destinatario (i genitori), una volta alla settimana, e bastava così.
Come cambiano le cose. Quando non le hai mai avute non puoi comprendere quanto manchino quando le hai avute e poi non le hai più!
La sera del 14, dopo la partita, siamo tornati al Truck, abbiamo sistemato tutto e preparato per la partenza. Abbiamo cucinato il pesce che ci ha regalato la signora.
Aggiunte le patate, il prezzemolo, il limone e del pomodoro, chiuso il cartoccio e messo in forno. Purtroppo, una volta pronto, abbiamo scoperto che aveva una moltitudine di spine che, per noi, era quasi immangiabile! I gatti che gironzolano nell’area, hanno gradito !
Domani ci rimetteremo in moto. E’ tempo di rientrare in Senegal e continuare il nostro itinerario!.
Ps: non so quando sarà possibile pubblicare i prossimi racconti. Io continuerò a scriverli tutti i giorni e verranno messi on line, appena possibile. Mantenetevi connessi e incrociamo le dita !
Luoghi di interesse: spiaggia di Kartong. Parco naturale
Tipo di sosta: sulla spiaggia, vicino a baracca x bibite no servizi 3
Note: pasti e bibite richiesta alla baracca di Dauda.






