Data: 8 febbraio 2026
Luogo di partenza: Galowya,
Luoghi intermedi: Serekunda, Bakau
Luogo di arrivo: Kotu
Km percorsi: Km 22
Way points: Bakau kachikally crocodile pool: N 13 2.592 W 16 40.354
sosta notte: Kotu N 13 27.460 W 16 42.308
Resoconto
Partiti da Galowya dopo aver salutato e ringraziato Ebrima, il ragazzo che ci ha fatto conoscere il festival ieri sera e ci ha permesso di fare rifornimento di acqua, ci siamo diretti verso la capitale.
Ovviamente, non possiamo pensare di parcheggiare il Truck in mezzo ad una città grande.
Troviamo una soluzione di parcheggio nel villaggio di Kotu, a circa 15 km dalla capitale.
Per raggiungere il villaggio, passiamo attraverso la caotica Serekunda.
Sembra di attraversare un gran mercato. Gente, auto, bancarelle, caos e rumore.
La cosa bella dell’Africa è, che gli abitanti, non si arrabbiano nel traffico.
Nessuno suona il clacson. Nessuno si altera. Pazientemente, aspettano che, l’automobile che sta creando l’ingorgo perché parcheggiato in seconda o terza fila, si levi dalla strada.
Trasmettono calma, nel caos più totale.
Una volta giunti a Kotu, ci fermiamo in una strada laterale, per capire il da farsi.
Un giovane di nome Omar si avvicina e, capito che siamo italiani, ci parla nella nostra lingua. Scopriamo che è stato 9 anni in Italia, prima di rientrare in Gambia.
Adesso gestisce un ristorante, a pochi metri da dove ci siamo fermati.
Ci dice che possiamo fermarci. Terrà d’occhio lui il Truck.
Non vuole nulla ma ci chiede di andare a mangiare da lui.
Ovviamente accettiamo e gli chiediamo di prepararci, per cena, due piatti tradizionali della cucina gambiana: Pollo con un sugo rosso di arachidi (domodah) e pesce con cipolle accompagnato da riso bianco.
Dopo un pò di riposo, in attesa che la temperatura esterna cali un pò, usciamo per fare un giro verso le 17.
Con il Quad, raggiungiamo Bakau, un villaggio a nord.
Desideriamo visitare il laghetto dei coccodrilli.
Non ci aspettiamo molto da questa visita, pensiamo sia la solita cosa per turisti.
Rimaniamo favorevolmente colpiti invece, dalla tranquillità che il luogo trasmette ai visitatori.
Totalmente immerso in una piccola foresta di platani e palme, un laghetto con un muro di recinzione, ospita decine di coccodrilli di ogni età.
Mentre li stiamo fotografando, non ci accorgiamo immediatamente che, alcuni di loro, sono fuori dalla recinzione, liberi di andare dove credono, vicino ai visitatori.
In realtà, satolli del cibo che gli viene dato, non hanno nessuna intenzione di attaccare gli umani.
Se ne stanno immobili, alcuni con la bocca socchiusa, a sonnecchiare.
Uno dei guardiani, che lavora da più di 15 anni presso il centro, ci chiede se vogliamo toccarli.
Io ci tengo alle mie manine e quindi rifiuto mentre Davide, più temerario della sottoscritta, si avvicina ad uno di loro e lo tocca, secondo le indicazioni del guardiano.
Proseguiamo la visita seguendo il sentiero in mezzo alla vegetazione, alla scoperta di alberi secolari. Ci scattiamo qualche foto insieme a tre ragazzi gambiani di una ventina d’anni, che scambiano con noi qualche parola.
Concludiamo la visita entrando nel museo.
Molte informazioni storiche e culturali sono racchiuse nelle stanze a forma di capanna di questo luogo.
Ci aspettavamo una attrazione per turisti ed invece usciamo dal laghetto dei coccodrilli ritemprati e sereni.
Per gli abitanti del Gambia, il coccodrillo è un animale sacro. A noi ha trasmesso un senso di serenità.
Rientriamo verso il Truck, perché si sta facendo tardi.
Alle 20, Omar ci aspetta per la cena.
Il ristorante Green Leaf è semplice e pulito.
Immerso nella vegetazione, ci si può accomodare sotto una tettoia opportunamente decorata con teli variopinti, che funge da riparo della sala bar- ristorante.
I tavoli sono fatti con pezzi di legno poggiati su copertoni di auto ed il bancone del bar è completamente rivestito di legno.
Quello che manca a questo ristorante è una bella insegna all’esterno, che attiri i clienti.
Spieghiamo a Omar che deve provvedere in merito, se vuole attirare più gente.
Al momento, il ristorante non è identificabile.
I piatti che ci vengono serviti, sono gustosi ed abbondanti, annaffiati da due birre.
Omar funge da cameriere e ci chiede se è tutto di nostro gradimento.
E’ gentile e si prodiga per renderci contenti.
Il conto , con due piatti completi, l’insalata e due birre ammonta ad un totale di circa €12.
Prima di andare a dormire, gli confermiamo già la cena per domani.
Ci sembra il minimo per dargli un aiuto, visto che ci tiene d’occhio il Truck, durante il giorno.
Luoghi di interesse: Serekunda. Bakau : kachikally crocodile pool.
Tipo di sosta: in una strada laterale sterrata non distante dal mare no servizi ma con ristorante Green Leaf di Omar che ci ha fornito assistenza e acqua
Note: kachikally crocodile pool DA300 a persona
a Kotu chiedere di Omar al ristorante Green Leaf, per assistenza. Parla italiano.
















