Data: 22 gennaio 2026
Luogo di partenza: Sosta a Playa Atoo
Luoghi intermedi: –
Luogo di arrivo: –
Km percorsi: Km Quad 40
Way points:
sosta notte: (spiaggia Atoo)N 14 54.133 W 17 08.368
Resoconto
Ma l’ho già detto che il Senegal , ci piace un sacco?!
Alle volte mi rendo conto che narro ciò che ci accade, la scaletta degli eventi della giornata, ma forse non ho ancora espresso la percezione che, da subito, questo paese ci ha trasmesso.
Vivacità, gentilezza, colori, solarità, animali, paesaggi….Il Senegal ci sta piacendo un bel pò!
Venendo ad oggi, dopo una sana e ristoratrice dormita sulla spiaggia di Atoo, dove l’unico rumore era quello delle onde dell’oceano, questa mattina, abbiamo deciso di andare in perlustrazione, con il Quad.
La spiaggia sulla quale ci troviamo, parte da Dakar e, passando per il lago rosa, famosa ultima tappa della Parigi-Dakar quando si svolgeva in Africa, raggiunge la cittadina di St.Louis.
Non sono in pochi ad averla percorsa, in moto o in auto, sfruttando la bassa marea.
Non avendo potuto effettuare il tragitto, con il camion, perchè provenendo da nord verso sud, abbiamo scelto l’asfalto per portare la “carpetta del deserto” , vogliamo toglierci lo sfizio di farne un brevissimo tratto con il Quad.
Partiamo dalla nostra sosta notturna e, lungo la battigia, evitando le onde, risaliamo verso il paesello di Kayar.
Superato l’agglomerato urbano, seguendo sempre il mare lungo la spiaggia, continuiamo per una ventina di chilometri.
La sabbia della spiaggia, vicino al mare, è bagnata e dura.
Se ci spostiamo verso l’interno, la sabbia diventa più soffice ma occorre fare lo slalom fra i rifiuti di plastica che, il mare, ha vomitato sulla spiaggia, restituendo ciò che l’essere umano ha disperso nella natura.
Una magnifica e fitta pineta, corre parallela alla costa ad un centinaio di metri dalle onde.
Zigzaghiamo fra le piccole dune vicino al verde.
Acceleriamo sfogando la voglia di correre, ma senza pericoli.
Non c’è nessuno lungo la spiaggia.
Incontriamo un gregge di vacche dalle lunghe corna insieme a qualche minuscola carpetta che si apprestano ad invadere il territorio.
Sono su una duna ed io dovrei andare a tutto gas, per poterla risalire.
Non mi fido molto a sfrecciare in mezzo a questi animali cornuti in stile “Pamplona”.
Temo che il rumore del motore del Quad possa spaventare gli animali.
Le loro corna mi inquietano.
Per sicurezza, faccio il giro largo ed evito il confronto.
Continuiamo spediti a divertirci sulla sabbia. Sono cose che, da noi, non sarebbero possibili.
In lontananza, ci appare una duna gigantesca.
In cima c’è un alberello, ripiegato dallo sferzare del vento.
In due non possiamo farcela a risalire la duna ma da soli, prendendo la rincorsa….
Ed ecco che Davide, ci prova per primo ! A tutto gas…..seguendo la linea di massima pendenza, in un battibaleno è sulla vetta della duna! Su e giù! E ancora…giù e su…
Continueremmo tutto il giorno a divertirci sulla sabbia ma, è ora di tornare dai nostri pelosi.
Ripercorriamo il tragitto, in senso contrario e, alle 13,15, siamo al Truck.
Mentre io mi metto a preparare il pranzo, Davide fa divertire i pelosi in spiaggia.
Odino e Yoda si scatenano: si rincorrono, scavano, sgrufulano…
L’acqua del mare deve essere fredda perché Odino, al contrario di sempre, non accenna a volerci entrare.
Ci puccia le zampe ma non procede oltre. La sua espressione dice tutto: è un cane felice!
Nel pomeriggio, ci riposiamo.
Stiamo guardando un paio di telefilm quando sentiamo chiamare, fuori dal Truck.
Voi pensavate che, lasciato Andrea e la “carpetta del deserto” a Dakar avessimo finito la nostra opera di soccorso ? Vi sbagliavate!
Un furgoncino, con alcuni frati, di varie fasce di età, bianchi e di colore, tutti con il saio grigio ed una cintura di cuoio alla vita, si è arenato a pochi metri da noi.
Corriamo in soccorso degli sventurati e, attaccata la strop, con il camion, li tiriamo fuori dalla sabbia.
Sorridono felici dello scampato pericolo e ci ringraziano prima di andare a fare una passeggiata verso il mare .
E’ ora di fare un’altra passeggiata con i pelosi, prima di dare loro la cena.
Al tramonto, l’aria diventa frizzante. Ci rintaniamo nella nostra casa su ruote e ci godiamo l’atmosfera rilassante di questo luogo.
Domani proseguiremo il nostro itinere.
Rimanete con noi per scoprire le bellezze del Senegal.
Ps: i bimbi della scuola del mio amico Pietro, che seguono il nostro viaggio, oggi ci hanno fatto delle domande in merito al camion (se il bagno aveva la doccia) e come facciamo a comunicare in Africa.
Ho dato le risposte al mio giovane amico su whatsapp :
Abbiamo la doccia e potete scoprire tutto sul nostro veicolo guardando il video di YouTube: https://youtu.be/Jb_svPjmD5E
In merito alla “comprensione”: in Senegal, oltre al loro idioma, viene parlato anche il francese.
Io non lo parlo ma Davide, che lo ha studiato a scuola, riesce a capire e farsi capire quanto basta per la sopravvivenza. Ad ogni modo, sono tutti veramente gentili e, anche se non ci si intende a parole, a volte, basta un sorriso ed il linguaggio del corpo per comunicare.
Se avete domande, non esitate a scriverci nei commenti 🙂
Luoghi di interesse: spiaggia Atoo
Tipo di sosta: sulla spiaggia no servizi non distante dal paese 3
Note: –








