Data: 11 gennaio 2026
Luogo di partenza: Atar
Luoghi intermedi: Terjit
Luogo di arrivo: Cinquanta km dopo Akjoujt Km percorsi: Km 240
Way points: Terjit: N 20 15.747 W13 06.021
Acqua: N 20 15.954 W 13 14.104
sosta notte: N 19 31.673 W 14 40.934
Resoconto
Come già anticipato nel diario di ieri, questa mattina, siamo costretti a prendere la direzione per Nouakchott, la capitale della Mauritania, a causa di un allarme apparso sul monitor del camion, riguardante una anomalia al motore.
A Nouakchott risulta una sede della MAN camion e quindi ci sembra la scelta più corretta dirigerci lì per un controllo, sperando non si tratti di qualcosa di grave.
Fatta colazione, riempiti i serbatoi dell’acqua e salutata la coppia di inglesi conosciuti in campeggio e che speriamo di rincontrare in Senegal, ci mettiamo in marcia verso sud ovest.
Ad ogni modo, visto che si trova lungo il nostro percorso, ad una quarantina di chilometri da Atar, facciamo una sosta all’oasi di Terjit.
Raggiungiamo il villaggio dove c’è il consueto controllo della polizia, che chiede le fiches.
Parcheggiamo il Truck e lasciamo i cani, con l’aria condizionata, ad attendere il nostro ritorno.
Noi, con il Quad, percorriamo la strada sterrata che corre in mezzo alle capanne del villaggio, fino alla fine. Parcheggiamo dove già sono fermi altri veicoli di turisti e, a piedi, camminiamo in mezzo alle palme per qualche centinaio di metri, fino ad arrivare alla sorgente dell’acqua.
Due ragazzi ci chiedono di pagare l’ingresso all’area, 200 Mud a persona, e ci rilasciano la ricevuta.
Sono state montate tende con materassi vicino al ruscello e una tavola imbandita aspetta i turisti che hanno oraganizzato la visita con pranzo.
Ci sono vere e proprie vasche in cemento dove è possibile bagnarsi ma si può anche camminare a piedi nudi lungo il ruscello.
Giovani turiste anglosassoni sfoggiano i loro corpi coperti solo da minuscoli bichini e tanga, andando contro il buonsenso che dovrebbe far evitare di fare il bagno praticamente nude in un paese mussulmano dove le donne girano totalmente coperte.
Altri turisti passeggiano fra le palme, scattando foto o si arrampicano sulle rocce fino a raggiungere la vetta per scattare foto del panorama.
Il luogo è prezioso e vale sicuramente la pena di effettuare questa visita.
Fare il bagno, può essere una valida soluzione alla calura, sopratutto nei mesi più afosi.
Torniamo sui nostri passi, ripercorriamo la strada che corre lungo il villaggio e raggiungiamo, per pranzo, i nostri pelosi.
Dopo esserci rifocillati, abbandoniamo l’oasi per la strada asfaltata che ci porterà verso la capitale.
Ci fermiamo a prendere del pane in uno dei negozi che incontriamo lungo il tragitto e verifichiamo la pressione dell’acqua che esce da rubinetti posti lungo la strada: non si sa mai, se dovessimo ripassare da qui, l’acqua è buona !
La strada asfaltata, ad una corsia (scarsa) per senso di marcia, che dobbiamo percorrere è lunga, circa 400 km.
Il fondo stradale non è perfetto; ci sono delle buche ma sono state riparate.
L’andatura che manteniamo è intorno ai 70 km/h.
Inizialmente, sulla nostra sinistra, grandi dune di sabbia incorniciano il panorama mentre, sulla destra la vista si estende all’infinito, in una vasta pianura arida e desertica, interrotta da qualche villaggio.
Più avanti, poco prima di raggiungere Akjoujt, le dune lasciano il posto a colline rocciose .
E poi nuovamente a terreni pianeggianti punteggiati di arbusti e terra scura.
Il paesaggio cambia continuamente, rimanendo affascinatamente brullo ed aspro.
Sono le 18 quando decidiamo di fermarci.
Prendiamo uno sterrato a lato della strada asfaltata e ci spostiamo di un centinaio di metri, giusto quanto basta per non sentire le macchine che passano.
Portiamo i pelosi a passeggiare.
Mancano circa 200 km a Nouakchott, ma ci penseremo domani !
Luoghi di interesse: oasi Terjit
Tipo di sosta: su piano sterrato, lato strada asfaltata, no servizi 2
Note: se si visita oasi di Terjit portare costume da bagno. Costo Mud 200 a persona.



















