Data: 6 gennaio 2026
Luogo di partenza: Chinguitti
Luoghi intermedi: tanouchert
Luogo di arrivo: Ouadane
Km percorsi: Km 120
Way points: Tanouchert: N 20 43.501 W11 52.487
sosta notte: (Ouadane): N 20 55.621 W 11 36.051
Resoconto
Oggi si parte per Ouadane.
Dopo aver fatto acqua vicino al mercato di Chinguitti, facendo arrabbiare un anziano che riteneva non dovessimo fare rifornimento, ci siamo messi in marcia per raggiungere la città di Ouadane, patrimonio Unesco.
Eravamo indecisi se affrontare il percorso lungo la strada principale, più lunga e meno interessante o divertirci affrontando la pista del Oued, sabbiosa e in mezzo alle dune.
Essendo rimasti da soli da quando Stefano e Carola si sono fermati ad Atar per ripulire i serbatoi di gasolio, non ci va di affrontare rischi inutili.
Rimanere bloccati in mezzo al deserto, spanciati nella sabbia e non aver nessuno che ti può tirar fuori, è sicuramente uno di questi rischi.
Però, parlando con alcune persone, abbiamo appreso che la pista dovrebbe essere fattibile, senza particolari difficoltà se uno ha un minimo di esperienza di guida su sabbia.
Decidiamo di provare a percorrere la pista.
Partiti dal paese quindi e, superata la posizione della sosta notte, abbiamo continuato seguendo le numerose tracce, nel Oued.
Avevamo anche due tracce a computer che indicavano due percorsi paralleli.
Quando le tracce di pneumatici sulla sabbia si dipartono in due direzioni e, più avanti, si cominciano a diradare, ci viene il dubbio di aver preso la direzione sbagliata.
Ci domandiamo nuovamente se abbiamo fatto bene ad optare per la pista ma, imperterriti, decidiamo di non mollare e tornare indietro fino alla biforcazione delle tracce.
Scegliamo ora di tenere la destra, seguendo tracce che si immettono in mezzo alle dune.
Il percorso sembra un po’ stretto all’inizio ma, abbiamo subito riscontro che si tratta di quello corretto. Tracce fresche di pneumatici ci indicano la strada.
Percorso qualche chilometro, la pista si allarga.
Abbiamo sgonfiato opportunamente le gomme per migliorare il galleggiamento e il Truck procede leggero, senza problemi.
Affrontiamo dune con una discreta pendenza, ma nulla di impegnativo per HungryWheels.
La sabbia è morbida ma tiene bene.
Ci godiamo il percorso, la guida ed il panorama.
Il deserto è magnificamente silenzioso.
Alcuni arbusti e alberi spinosi, disseminati in mezzo alle dune, ci fanno intendere che, nel sottosuolo, un po’ di acqua deve esserci.
Su e giù in un mare di sabbia.
Cavalcare le dune come se fossero onde del mare, ed il camion un surf.
Nessuno all’orizzonte.
Ad alcune persone questo creerebbe il panico; a noi, affascina.
Gruppi di palme svettano all’orizzonte.
Dopo circa due ore e un quarto, raggiungiamo l’oasi di Tanouchert.
Ci fermiamo poco oltre, sulla cima di una duna, per pranzare e pascolare i pelosi.
Alle 15, ripartiamo per percorrere gli ultimi trenta chilometri che ci separano da Ouadane.
La vista, in lontananza, dell’antico villaggio carovaniero ci coglie di sorpresa.
Cumuli di roccia si fondono ai sassi usati per le antiche costruzioni, ora quasi completamente abbandonate e distrutte.
Fra città vecchia, fondata nel 1147 ed il nuovo villaggio, svetta una orrenda antenna per le telecomunicazioni.
Come da Chinguitti, anche qui transitavano enormi carovane che trasportavano il sale, l’oro e i datteri e, Ouadane, rappresentava l’ultimo punto di sosta prima di raggiungere la remota Oualata.
Il villaggio , cominciò il suo declino nel XVI sec., quando il ruolo di città commerciale venne meno. Ouadane, all’epoca in cui era un centro culturale, aveva più di venti biblioteche e 3000 manoscritti. Ancora oggi è possibile accedere ad alcune di queste.
Con il Truck andiamo a parcheggiarci fuori dal villaggio , proseguendo un paio di chilometri lungo la pista, in direzione del “giardino di palme”.
Come parcheggiamo un po’ in disparte rispetto alle tracce più numerose, ecco apparire dal nulla, tre donne con quattro bimbi di varie età, procedere nella nostra direzione.
Mentre passeggiamo con i pelosi, allontanandoci dal Truck, le donne prendono posizione all’ombra del camion e cominciano ad esporre la loro mercanzia.
Si tratta delle solite collanine, bracciali, pietre.
Non ci dicono nulla quando torniamo verso HungryWheels, come se fossero sempre state lì, per molteplici turisti inesistenti, a vendere i loro oggetti.
Ci chiedono un po’ d’acqua e le accontentiamo prontamente.
Prendiamo il Quad per andare in paese e loro rimangono lì, all’ombra, forse nella speranza che, al ritorno, gli comperiamo qualcosa.
Con il Quad perlustriamo dapprima la parte nuova del villaggio.
Case basse, squadrate , con il tetto piano. Le solite porte in metallo dipinte di azzurro.
Dietro alle porte, si può celare una abitazione, un negozio, una officina. Ci sembrano tutte uguali.
Le insegne scritte in arabo sono stampate a plotter, nuove e con foto sgargianti.
Alle volte ci sono anche scritte pitturate sul muro o disegni che illustrano la merce in vendita.
I soliti bambini sorridenti e giocosi ci accolgono con i loro “Bonjour” ; salterellano tutto intorno al Quad con la speranza di riuscire a salirci sopra.
Più numerosi sono, più arditi si fanno. L’intervento di un uomo adulto o anziano è l’unico modo di frenare il loro incontenibile entusiasmo ed allontanarli.
Dopo aver girovagato lungo le strade sterrate del villaggio nuovo, ci dirigiamo ai piedi della parte vecchia e circumnavighiamo il perimetro del villaggio.
Sassi squadrati che cambiano colore con la luce del sole sembrano fusi alla pietra scura della collina. Le vestigia rimaste di quello che doveva essere un villaggio favoloso, ora sono solo detriti e macerie. Si può però intuire come poteva essere meraviglioso Ouadane ai tempi delle carovane.
E’ possibile camminare in mezzo alle rovine, risalendo un’ampia scalinata che attraversa il villaggio ma noi, ci accontentiamo di osservarlo dall’esterno, senza inoltrarci in mezzo alle costruzioni in rovina.
Verso le 17, torniamo al Truck.
In lontananza vedo le donne che hanno sostato all’ombra del nostro camion, allontanarsi in direzione del villaggio; probabilmente sono deluse per la mancata occasione di racimolare qualche soldino.
Lungo la pista, decine di cammelli avanzano lenti; sembrano riuniti in famiglie.
Due adulti e uno o due cuccioli per gruppo.
Mi avvicino per scattare qualche foto e i cammelli adulti mi guardano volgendo il capo nella mia direzione, con fare dubbioso.
Yoda è con me. E’ incuriosita da questi animali grandi e dall’andatura lenta e flessuosa che la osservano come lei osserva loro.
Alla fine della fila, il cammelliere controlla che il gruppo di animali prenda la giusta direzione.
La giornata volge al termine.
Un tramonto meraviglioso ci lascia con gli occhi incollati al panorama mentre il cielo si colora di rosa.
Per oggi è tutto. Domani …..si vedrà!
Luoghi di interesse: oasi Tanaouchert. Ouadane città vecchia
Tipo di sosta: fuori da Ouadane sulla sabbia no servizi 3
Note: da Chinguitti tenere la destra lungo la pista nel primo tratto che ad un certo punto svolta sulla destra























