Data: 18 dicembre 2025
Luogo di partenza: Tifnit
Luoghi intermedi: Souss-Massa
Luogo di arrivo: Djioussih beach
Km percorsi: Km 57
Way points: ingresso parco Souss-Massa: N 30 03.361 W 9 39.253
sosta notte: N 29 50.850 W 9 48.112
Resoconto
Se nei tre giorni precedenti, avevamo le “marce lunghe”, oggi abbiamo messo le “ridotte” .
Ho usato questa espressione da fuoristradista solo per dire che, fino ad ora, abbiamo percorso velocemente molti chilometri al fine di raggiungere Agadir ed il sud del Marocco ma oggi, come abbiamo intravisto sabbia e sterrati deserti, abbiamo necessariamente rallentato l’andatura di marcia ma anche dedicato molto più tempo ad osservare il paesaggio.
Ci siamo presi i nostri spazi ed abbiamo effettuato diverse soste per scattare foto, giocare con i pelosi e goderci il magnifico sole.
Le temperature si sono decisamente innalzate ed è un piacere stare all’aperto.
Ragione per cui, questa mattina, abbiamo preso la decisione di recarci presso il parco nazionale Souss-Massa dove è possibile osservare gli uccelli tipici della zona.
Il parco è gratuito ed era praticamente deserto. Alcune guide ci hanno proposto di accompagnarci nella passeggiata ma, essendoci già stati nel 2014, optiamo per fare il giro da soli, con i pelosi.
Lungo il percorso, armati di un buon cannocchiale, si ha modo di vedere diverse specie di volatili.
In particolare modo, sulla riva del fiume, diversi fenicotteri sostavano nell’acqua insieme a qualche cormorano ed alcune papere di colore scuro. Non abbiamo una cultura sugli uccelli che ci permetta di identificarne la specie ma comunque, una visita a questo parco, in una giornata soleggiata e senza vento come questa, regala momenti di immersione nell’ecosistema del sud del Marocco e merita decisamente di non essere tralasciata, se si è in zona.
Dopo essere risaliti in Truck, abbiamo continuato il viaggio lungo la costa, seguendo le tracce di precedenti veicoli che, hanno lasciato le impronte sulla sabbia battuta.
Con un fuoristrada, questo percorso sarebbe da “sballo” ma con il camion, seppure non ci siano pericoli, dobbiamo effettuarlo lentamente perché i sobbalzi sono notevoli e non vorremmo lasciare pezzi della nostra “casa” , lungo il tragitto!
Seguendo la traccia registrata nel 2014, ci rendiamo conto che nulla è cambiato.
La natura, in questi anni, è rimasta invariata.
Centinaia di veicoli avranno percorso questo stesso tratto di sterrato, inciso nella sabbia, che sembra non essersi spostato di un centimetro, come immortalato nello spazio e nel tempo.
Oggi, come dodici anni fa, siamo qui, felici di esserci e di solcare il sentiero in mezzo alle dune immutate.
Noi, un pò siamo cambiati, ma si suol dire che, il “vino buono sta nelle botti vecchie”….ah no, quella era la “gallina vecchia che fa buon brodo”…. Comunque, siamo un pò più vecchi, ma ci sentiamo in gran forma 🙂 …e non siamo né botti ne galline ….Ah Ah Ah!!
Ok, forse ho preso troppo sole oggi visto che sto sparando un sacco di stupidate!
Allora, continuiamo con il racconto….
Ci fermiamo per il pranzo sul promontorio e, prima di ripartire, portiamo Odino e Yoda a fare quattro passi sulla sabbia.
Osservata da vicino, questa arena, è sicuramente originata da milioni di conchiglie che, nei secoli, dopo che l’oceano si è ritirato, sono rimaste all’aria e si sono frantumate, anzi, polverizzate, fino a formare una sabbia ancora piena di gusci di vario tipo e grandezza.
Nel pomeriggio percorriamo ancora qualche chilometro.
Sbuffi di acqua marina appaiono in lontananza. Sembrano quasi dei geyser. Fermiamo HungryWheels (per chi non lo sapesse, questo è il nome della nostra casa/veicolo su 4 ruote) e ci avviciniamo a piedi al punto in cui, il promontorio, sprofonda nell’oceano.
Sotto di noi, si trova una spiaggia rocciosa, circondata da pareti perpendicolari con grandi aperture, sfruttate dai pescatori come rifugi o magazzini per il pesce.
Proseguiamo per qualche chilometro ma decidiamo di fermarci verso le 16,30, prima di raggiungere il centro abitato dal quale partono le strade asfaltate.
Preferiamo trascorrere la notte “in solitudine”, godendo del buio e delle stelle; del silenzio rotto dal suono delle onde del mare, senza rumori di traffico o di persone.
Il luogo di sosta che abbiamo scelto offre un panorama fantastico ed una calma impagabile.
Appare deserto.
Solo una buffa cagna ci osserva da lontano. La sua testa, con il muso appuntito e le orecchie ritte, sbuca da dietro una duna.
Armatasi di coraggio, proprio mentre stiamo facendo scendere i nostri pelosi dall’abitacolo, decide che vale la pena avvicinarsi.
Odino e Yoda rimangono sul camion: in fondo, hanno già passato diverso tempo fuori e non vogliamo fare spaventare la nuova venuta.
Pensavamo fosse un cane timido ma, invece dimostra una discreta spavalderia.
Scodinzolando viene a salutarci e si fa accarezzare.
E’ un cane giovane, almeno dal colore dei suoi candidi denti; è di media grandezza, con un pelo lucido bianco, nero e marrone.
Una docile femmina, abbastanza magra, ma che sembra in buona salute.
Le offriamo una ciotola del cibo di Yoda; lei la mangia volentieri, senza troppa fretta e poi si accuccia vicino al camion, tranquilla.
Io prendo posizione sulla nuova sedia sdraio, acquistata prima di partire per “pensionare” quelle che ci hanno accompagnato per circa 12 anni.
Davide si mette a smanettare fuori e dentro l’abitacolo, per sostituire non so bene quale strumento, atto a vedere la tv, affermando di averne uno che funziona meglio.
Ieri pomeriggio, quando ci eravamo fermati per la notte, due militari molto cordiali, erano venuti per controllare i documenti e, questa mattina, ce li siamo ritrovati a fare la guardia fuori dal camion, a discreta distanza, per non farci sentire la loro presenza indiscreta ma per verificare che non ci avvicinassimo al campo di tiro della zona militare che avevamo alle spalle.
Suoni di spari in lontananza, ci avrebbero comunque fatto cambiare idea se solo avessimo pensato di avvicinarci alla zona della caserma, anche senza la presenza dei due uomini, al quale abbiamo offerto un caffè ed una tortina, per ringraziarli del loro “servizio”.
Chissà se stasera apparirà qualcun altro, oltre alla cagnetta, che ha deciso di farci compagnia?
Continuate a seguire il nostro viaggio e lo saprete.
Buona serata
Luoghi di interesse: parco Naz. Souss-Massa
Tipo di sosta: su promontorio sabbioso lato oceano no servizi 3
Note: la strada che costeggia l’oceano è piatta ma sterrata e sabbiosa. Adatta a 4×4 no camper.








