Data: 12-13 marzo 2025
Luogo di partenza: Punta Arenas Blancas
Luoghi intermedi: Fonte Mencafete, Charco de los Sargos, Charco Azul, Consejo Regulador Denominación de Origen, Ecomuseo de Guinea y Lagartario
Luogo di arrivo: Punta Arenas Blancas
Km percorsi: 45 + 40 km
Waypoints:
• Sosta notte (Punta Arenas Blancas): N 27 46.090 W18 07.370
Un viaggio tra natura e tradizioni
Abbiamo trascorso due giornate meravigliose alla scoperta di alcuni dei punti più affascinanti della zona della Frontera. Da alcuni giorni siamo accampati presso la spiaggia di Arenas Blancas, utilizzando il Quad per esplorare i dintorni, tra il comune di La Frontera, Tigaday e Las Puntas.
Fonte Mencafete: tra storia e natura
La nostra prima tappa è stata la Fonte Mencafete, situata a circa 1000 metri di altitudine sulle montagne. Per raggiungerla abbiamo percorso una strada sterrata in salita, con gli ultimi 200 metri da affrontare a piedi. Il paesaggio circostante è spettacolare: la vegetazione lussureggiante e la vista panoramica rendono la fatica della salita più che ripagata.
Questa fonte ha una storia particolare: nel 1901, un abitante locale costruì un sistema per convogliare l’acqua verso una postazione più bassa, permettendo così agli animali di abbeverarsi. Ancora oggi, il sito rappresenta un importante esempio dell’ingegnosità degli abitanti dell’isola.
Charco de los Sargos e Charco Azul: piscine naturali nell’oceano
Proseguendo il nostro itinerario, ci siamo diretti verso due delle piscine naturali più suggestive di El Hierro: il Charco de los Sargos e il Charco Azul.
Entrambi i luoghi sono accessibili tramite scalinate che conducono dal parcheggio fino al livello del mare. La discesa è un po’ impegnativa, ma il panorama e l’esperienza di fare il bagno in queste acque cristalline ripagano ogni sforzo. Charco Azul, in particolare, è famoso per le sue tonalità turchesi e per la conformazione della roccia che crea un ambiente quasi surreale.
Il Consejo Regulador Denominación de Origen: la tradizione vinicola di El Hierro
Il giorno successivo, abbiamo finalmente visitato il Consejo Regulador Denominación de Origen de El Hierro, dove siamo stati accolti dal signor Armando, che ci ha guidato in un viaggio attraverso la storia del vino dell’isola.
Il museo è ospitato nella Casa de los Franceses, un’antica fabbrica di vino e aguardiente (grappa), successivamente abbandonata e restaurata negli anni ’80. Qui si apprende come la viticoltura sia stata per secoli una delle principali attività economiche di El Hierro.
Le varietà di uva coltivate sull’isola includono la Baboso Negro, la Listán Blanco, la Verdello e la Vijariego, utilizzate per produrre vini dal sapore unico, grazie al suolo vulcanico e al clima particolare dell’isola. Armando ci ha raccontato che, fino al 1972, gli abitanti di El Hierro vivevano senza elettricità e che il vino era spesso più disponibile dell’acqua!
Dopo la spiegazione, abbiamo degustato un bicchiere di vino locale, apprezzandone i sapori intensi e autentici.
Ecomuseo de Guinea y Lagartario: la storia e la fauna dell’isola
Un’altra visita imperdibile è stata quella all’Ecomuseo de Guinea y Lagartario, un luogo che racchiude natura, archeologia e conservazione ambientale.
Il museo ospita il Lagartario, un centro dedicato alla salvaguardia della lucertola gigante di El Hierro (Gallotia simonyi), una specie endemica che, negli anni ’40, era quasi estinta a causa della distruzione del suo habitat e della presenza di nuovi predatori come gatti e topi. Negli anni ’70, alcuni pastori iniziarono a segnalare il ritrovamento di escrementi e carcasse di lucertole insolitamente grandi, confermando che alcuni esemplari erano ancora presenti. Questo portò, nel 1985, all’avvio di un programma di conservazione, e oggi il centro alleva in cattività questi rettili per poi reintrodurli nel loro habitat naturale.
L’Ecomuseo ospita anche un antico villaggio risalente al periodo post-conquista spagnola, con case costruite in pietra lavica. Alcune abitazioni sono state restaurate per mostrare l’evoluzione della vita quotidiana degli abitanti dell’isola. La nostra guida ci ha raccontato che la sua famiglia ha vissuto in queste case fino agli anni ’60: è incredibile pensare a come la vita su El Hierro sia rimasta isolata e quasi immutata fino a tempi così recenti.
Una dolce pausa: le quesadillas di La Herreña
Prima di rientrare alla nostra base, ci siamo concessi una pausa golosa presso la pasticceria La Herreña, famosa per le sue quesadillas, dolci tipici a forma di fiore preparati con tre tipi di formaggio e aromatizzati con anice e limone. Dopo l’assaggio, non abbiamo resistito e abbiamo acquistato una confezione da sei, perfetta per deliziarci nei prossimi giorni!
Ritorno alla base
Ripercorsi i 14 km che ci separavano dalla nostra base, abbiamo portato Yoda e Odino a fare una bella passeggiata prima di concederci un meritato riposo. Due giornate ricche di scoperte, che ci hanno permesso di immergerci nelle tradizioni, nella natura e nella storia di questa meravigliosa isola.
Informazioni utili
Luoghi di interesse visitati:
• Fonte Mencafete
• Charco de los Sargos
• Charco Azul
• Consejo Regulador Denominación de Origen
• Ecomuseo de Guinea y Lagartario
Sosta: su terra battuta vicino alla spiaggia di sabbia. Connessione internet disponibile.
Orari delle visite:
• Consejo Regulador Denominación de Origen: dalle 9:00 alle 13:00 (consigliata la prenotazione)
• Ecomuseo de Guinea y Lagartario: visite guidate dalle 10:00 alle 13:30 e fino alle 16:00









































