Data: 5 marzo 2025
Luogo di partenza: Las Playas
Luoghi intermedi: Tamaduste, Valverde, Echedo, Charco Manso, El Mocanal, Pozo de las Calcosas, Mirador de la Peña, Árbol Garoe, Mirador de Jinama
Luogo di arrivo: San Andrés
Km percorsi: 46 km (camper) + 33 km (quad)
Sosta notte (San Andrés): N 27 46.290 W 17 57.378
Tipo di sosta: Parcheggio su terra nel paese, buona connessione internet, nessun servizio
Un giorno tra panorami mozzafiato e leggende antiche
Questa mattina siamo partiti da Las Playas con il nostro Track, diretti a Valverde, il capoluogo di El Hierro. Abbiamo trovato parcheggio vicino all’ospedale e, prima di proseguire con il quad, abbiamo portato i cani a fare una breve passeggiata.
Un piccolo imprevisto con Odino
Mentre esplorava il prato, Odino ha ingerito una spiga, iniziando a tossire insistentemente. Sembrava voler mangiare altra erba per forzarsi a vomitare, ma per evitare problemi maggiori, l’ho tenuto al guinzaglio e gli ho fatto fare una lunga passeggiata. Dopo venti minuti, fortunatamente, la tosse è scomparsa e siamo potuti partire tranquilli per il nostro tour.
Valverde, il cuore storico di El Hierro
Valverde è un piccolo centro che ha poco dello stile tradizionale delle Canarie. Gran parte dell’abitato fu devastato da un incendio nel 1899, e le ricostruzioni hanno dato vita a un borgo di case bianche basse, con pochi edifici storici. Tuttavia, la posizione elevata della città regala splendide vedute sulle isole di La Gomera e Tenerife.
Nonostante la conquista dell’isola risalga al 1405, Valverde divenne capoluogo solo nel XVII secolo. Un uragano devastante colpì El Hierro nel 1610, costringendo gli abitanti delle zone costiere a rifugiarsi nell’entroterra, facendo crescere l’importanza del villaggio.
Passeggiamo lungo Calle Dr. Quintero fino alla Plaza Quintero Núñez, dove visitiamo la Iglesia de Nuestra Señora de la Concepción. La chiesa, costruita nel Settecento, ha una struttura semplice a tre navate e un campanile, ma custodisce un altare policromo di grande valore artistico.
Dopo aver comprato del pane, delle brioche e dei dolcetti al cocco, lasciamo Valverde e ci dirigiamo verso Echedo.
Echedo e le piscine naturali di Charco Manso
Echedo si trova 4 km a nord di Valverde, nel cuore della zona vinicola dell’isola. Qui si trovano piccole vigne protette da muri a secco, che difendono le piante dai venti. Alcune bodegas offrono degustazioni, ma noi proseguiamo il viaggio verso Charco Manso, a soli 4 km di distanza.
Questo luogo incantevole è caratterizzato da piscine naturali d’acqua di mare, circondate da spettacolari archi di lava. L’acqua turchese è invitante, ma le correnti possono essere pericolose, specialmente con l’alta marea. Ci fermiamo a scattare foto e a pranzare in un chiosco, mentre alcuni turisti più temerari si tuffano nell’oceano.
Pozo de las Calcosas: un tuffo nel passato
Seguendo i cartelli marroni che indicano i luoghi di interesse turistico, raggiungiamo Pozo de las Calcosas, un piccolo villaggio sulla costa settentrionale. Questo antico borgo estivo è composto da casette di pietra lavica, utilizzate dai pastori nei mesi caldi.
Per esplorarlo, occorre scendere un ripido sentiero in pietra, ma chi preferisce evitarlo può ammirare il panorama dal belvedere, dove si trova anche una piccola cappella in pietra.
Mirador de la Peña: l’arte di César Manrique
Torniamo a Valverde per riprendere il camper e ci dirigiamo al Mirador de la Peña, progettato nel 1989 dall’artista César Manrique di Lanzarote. Situato su un’altura a 1 km da Guarazoca, il mirador offre una delle vedute più spettacolari di El Hierro.
Dall’alto possiamo ammirare la valle di El Golfo, la costa e il Roque de Salmor. Qui si trova anche un ristorante elegante, con ampie vetrate e pareti imbiancate a calce, dove si può gustare un menù raffinato, anche se a prezzi un po’ più alti della media.
San Andrés e l’Árbol Garoe: tra storia e leggenda
Dopo una breve sosta, ci spostiamo verso San Andrés, un piccolo villaggio a 9 km da Valverde. Parcheggiato il camper, saliamo sul quad e ci dirigiamo verso l’Árbol Garoe, un luogo sacro per gli antichi abitanti di El Hierro.
Secondo la leggenda, quest’albero produceva acqua miracolosamente, dissetando la popolazione e gli animali. In realtà, l’effetto è dovuto alla condensa creata dalle foglie, che raccoglie l’umidità e la trasforma in acqua potabile.
L’albero originale fu abbattuto nel 1610 dal devastante uragano che colpì l’isola, ma nel 1957 venne piantato un tiglio in suo onore.
Per raggiungere il sito, percorriamo una strada sterrata di 2,5 km. L’ingresso è a pagamento, ma optiamo per un pass turistico da 17 €, che consente di visitare tutti i principali punti d’interesse dell’isola.
Ci troviamo a 1200 metri di altitudine e il freddo si fa sentire, anche a causa delle nuvole basse che creano una fitta nebbia carica di particelle d’acqua.
Mirador de Jinama: un panorama… invisibile!
Nonostante il freddo, decidiamo di proseguire verso il Mirador de Jinama, a circa 3,5 km da San Andrés. Purtroppo, quando arriviamo, la vista è completamente oscurata dalla nebbia. L’unica cosa che riusciamo a visitare è la Cappella della Virgen de la Caridad, un piccolo edificio religioso situato accanto al belvedere.
Incontro con la polizia locale e fine della giornata
Rientrati al camper, portiamo a spasso i cani e chiacchieriamo con due poliziotti locali, incuriositi dal nostro Hungry Wheels. Concludiamo così un’altra intensa giornata a El Hierro, un’isola che continua a sorprenderci per la sua bellezza selvaggia e le sue storie affascinanti.
Luoghi di interesse visitati:
• Tamaduste
• Valverde (capoluogo dell’isola)
• Echedo (zona vinicola)
• Charco Manso (piscine naturali e archi di lava)
• El Mocanal
• Pozo de las Calcosas (villaggio storico)
• Mirador de la Peña (panorama su El Golfo)
• Árbol Garoe (l’albero sacro)
• Mirador de Jinama (belvedere avvolto nella nebbia)
Un altro giorno indimenticabile on the road!












































