Data: 31 gennaio 2025
Luogo di partenza: Agaete
Luoghi intermedi: Artenara, Tejeda
Luogo di arrivo: Artenara
Km percorsi: Km 39 + Quad 14
Way points: Artenara: casa Cueva N 28 01.154 W 15 38.736
Tejeda: N 27 59.723 W 15 36.922
sosta notte (artenaria ): N 28 01.069 W 15 38.554
Resoconto
Partiti in direzione Tejeda, abbiamo percorso la strada verde che si snoda in mezzo alle montagne, salendo di quota, fino ad arrivare a Artenaria, al centro dell’isola di Gran Canaria.
Il paesaggio, sempre più verde, è sinonimo di umidità e pioggia invernali ma, anche di calura estiva. Le montagne di roccia , ricoperte di vegetazione, hanno forme aguzze e colori che variano fra il grigio, l’ocra ed il marrone. Un mare di arbusti, pini e felci adorna ogni angolo della strada che, abbastanza stretta ma non impraticabile, si arrampica offrendo panorami incredibili.
Giunti ad Artenara, abbiamo trovato fortunatamente un parcheggio lungo la strada di ingresso al paese, a pochi metri dal mirador de la Atalaya.
Il clima è completamente differente dalla costa; oggi il vento è forte ed il cielo è coperto di nuvole basse che spruzzano gocce di nebbia che ci colpiscono come una pioggia leggera.
A sprazzi, il sole fa capolino, per scomparire prontamente dietro una coperta di nuvole.
Fa freddo fuori dal Truck: in tarda mattinata il termometro segnava 8 gradi!
Ci armiamo di coraggio, essendo giunti fino a qui e, tirato fuori il piumino, usciamo sperando di non bagnarci.
Scattata una foto alla statua che adorna il mirador de la Atalaya, proseguiamo la visita arrivando, a circa 300 m., nella piazza del paese, dove sorge la chiesa di San Matias.
Entrati nel luogo sacro, rimaniamo affascinati dal soffitto di legno, totalmente intarsiato, e dalla decorazione pittorica dietro all’altare.
Dalla piazzetta partono due strade: la prima in direzione del museo casa cuevas ( a 300 m.) e la seconda, in direzione del santuario della cuevita (a circa 500 m.).
Ci dirigiamo, per cominciare, verso il museo etnografico.
Lungo il percorso, passiamo dal mirador di Unamuno, un filosofo del 900 di cui è qui presente una statua in bronzo; egli visitò gran Canaria nel 1910 e ne rimase impressionato scrivendo dell’isola in un suo libro. Da qui, si godrebbe un panorama stupendo sulle montagne ma le nuvole offuscano, almeno in parte, la bellezza del luogo.
Proseguendo, raggiungiamo il museo.
Per visitare la “casa nella roccia”, tipica abitazione dei popoli trogloditi della zona, è richiesta una donazione libera.
Una gentile fanciulla ci spiega che, in passato, quasi tutte le famiglie sceglievano di abitare all’interno delle grotte, in quanto risultava più confortevole.
La temperatura, all’interno delle grotte, si mantiene costante mentre, all’esterno, il clima è freddo d’inverno o molto caldo d’estate.
La Cueva è composta da diverse stanze che sono state arredate con i mobili dell’inizio del secolo scorso e suppellettili tipiche delle famiglie; stanze da letto, cucina, soggiorno, si presentano come erano un tempo mentre, altri locali, sono stati sistemati per mostrare gli utensili usati all’epoca. Terminata la visita, torniamo verso la piazzetta ed imboccata la seconda strada, in salita, raggiungiamo il santuario della vergine della cuevita.
Si hanno tracce del culto per questa vergine, protettrice del folclore e dei ciclisti, sin da fine 1700 mentre, questa cappella nella roccia, fu costruita a fine 1880 quando uno sconosciuto portò dall’America la piccola statua della vergine e la posizionò in una cavità della roccia.
Il piccolo santuario è completamente scavato all’interno della montagna, con il muschio che fuoriesce dalla roccia che funge da soffitto ed è uno dei più graziosi di tutte le isole.
Tornati al Truck, ci spostiamo alla ricerca di un parcheggio per la sosta.
Proprio sulla strada, sotto il museo della casas cuevas, una piccola rientranza, ci offre l’opportunità di un parcheggio. Ci dobbiamo accontentare. Non è facile trovare un luogo in piano dove sostare, sopratutto perché, domani, ci sarà una festa a Tejeda e quindi, anche in quel paese, sarà impossibile trovare parcheggio.
Dopo il pranzo, con il Quad, approfittiamo per andare in avanscoperta del paese di Tejeda che, oggi, mantiene ancora il suo carattere sonnolento ma, domani, verrà invaso da centinaia di turisti.
Parcheggiato il Quad, passeggiamo lungo la strada principale del paese che raggiunge la chiesa. Qualche ristorante e un paio di pasticcerie, specializzate nei dolci a base di mandorle, si affacciano sulla strada chiusa al traffico, in occasione della festa.
Hanno già preparato i banchetti in vimini che, nel fine settimana, fungeranno da stand per i vari espositori e, al centro del paese, hanno già allestito un palco per gli spettacoli.
Approfittiamo dei tavolini esterni e di uno sprazzo di sole, per prenderci un caffè e due dolci a base di pasta di mandorle, presso la pasticceria Nublo. Un momento di relax prima di rimetterci in marcia per far ritorno verso il Truck.
I 7 km di strada, che abbiamo percorso rapidamente, si sono rivelati “umidi” a causa della nebbia che è improvvisamente calata, oscurando ancora una volta il panorama e bagnando le visiere dei nostri caschi.
Alle 18, siamo già sul camion al calduccio, in attesa della festa di domani, sperando in una giornata di sole.
Luoghi di interesse: Artenaria: mirador Unamuno e de la Atalaja; museo casas cuevas; santuario de la cuevita; chiesa de San Matías. Tejeda: chiesa e villaggio
Tipo di sosta: lato strada in slargo sotto la montagna no servizi ok internet 1
Note: –


























