Data: 30 gennaio 2025
Luogo di partenza: Aldea de San Nicolas
Luoghi intermedi: mirador del balcon
Luogo di arrivo: Agaete – Puerto de la Nieve
Km percorsi: Km 40
Way points: mirador del balcon : N 28 01.152 W 15 47.113
Botega los Berrazales: N 28 04.506 W 15 40.127
Piscine naturali (Puerto de la nieve): N 28 06.388 W 15 42.667
sosta notte (Agaete): N 28 06.345 W 15 42.289
Resoconto
Lasciatoci alle spalle il villaggio di San Nicolas, imbocchiamo una vecchia strada di montagna, in direzione di Agaete ma, dopo pochi chilometri, in prossimità del mirador del Balcon, scopriamo che, avendo costruito una strada bassa più ampia, hanno smesso di fare manutenzione a questa via Montana, chiudendola al transito.
Apprezzato il magnifico panorama offerto dal mirador, facciamo marcia indietro e imbocchiamo, una volta tornati a valle, la strada principale.
Anche questa seconda strada, che è ancora parzialmente in costruzione, presenta zone con lavori in corso per aprire gallerie, e non si può dire che sia facilmente praticabile; in alcuni tratti, l’incontro frequente fra due camion, crea qualche difficoltà.
L’abilità di guida di Davide però, ci permette di proseguire senza troppe esitazioni e, attraversando scorci di paesaggio stupefacente, raggiungiamo la cittadina costiera di Agaete.
Agaete è direttamente collegata alla più graziosa Puerto de las Nieves, una penisola di terra che si estende nell’oceano.
In passato, fino al XIX secolo, Puerto de las Nieves, era il porto principale di Gran Canaria.
Trovato uno spiazzo dove fermarci a metà fra le sue cittadine, prendiamo il Quad e percorsi circa 5 km verso l’entroterra, raggiungiamo l’area dove viene coltivato il caffè.
Il clima è umido e le montagne circostanti sono completamente verdi. Il paesaggio, ci ricorda più il Guatemala che le Canarie.
Raggiungiamo la finca de la Laja /botega los Berrazales dove è possibile, con una visita guidata, essere eruditi in merito alla produzione di vini e alla coltivazione del caffè.
Con un costo di €14 a persona, una signora, in spagnolo o inglese, spiega ai visitatori che, in questa zona, si è sempre coltivato il caffè a livello familiare e non per commercializzarlo.
Il procedimento per la raccolta delle bacche rosse del caffè è eseguita totalmente a mano.
Le piante vengono tenute abbastanza basse, al massimo un paio di metri, così da facilitare la raccolta che può avvenire anche due o tre volte all’anno.
Ogni pianta fornisce circa 7 kg. di bacche che, dopo la pulizia, l’essicazione e la tostatura, si trasformano in 1 kg di caffè.
Dopo la raccolta, le bacche vengono poste all’aria ad essiccare per circa una ventina di giorni e poi passate in una macchina che toglie la buccia esterna che, da rossa, è diventata quasi nera.
Dopo aver tolto la buccia e la pelle, si raggiunge il vero frutto del caffè che è di colore verde.
Questo chicco, oggi, viene poi tostato in forno, mentre in passato, lo si tostava facendolo abbrustolire nelle padelle fino ad ottenere un chicco brunito. A seguire, i chicchi venivano posti nel macinino a mano, quando si voleva degustare una tazza di caffè.
Il caffè prodotto in questa finca, non viene commercializzato ma venduto solo presso la loro “boutique”, al costo di €20 per 500 gr.
Dopo l’interessante illustrazione in merito al caffè, i visitatori vengono fatti accomodare presso una terrazza con tavoli apparecchiati per la degustazione.
Vengono offerti tre vini distinti: un bianco, una rosato ed un rosso, accompagnati da formaggio di capra, marmellata mista frutta e caffè, pane con chorizo di Teror spalmato e, per finire, una ottima tazza del loro prezioso caffè.
Per chi fosse “affamato”, il proprietario della finca, possiede anche “La Romantica”, uno dei migliori ristoranti dell’isola, a qualche km di distanza, che offre menu degustazione o alla carta, non proprio a buon mercato.
Dopo aver terminato questa “gustosa” visita, ci siamo recati nuovamente ad Agaete . Il villaggio non offre nulla di particolarmente interessante, salvo qualche edificio tipico canario con balconate in legno e la chiesa de nuestra senora de la concepcion, che era chiusa.
Proseguendo oltre, abbiamo raggiunto il villaggio di Puerto de las Nieves.
Case bianche e blu, che ricordano più la Grecia che la Spagna, ristoranti di pesce, una spiaggia di Arena nera ed uno scoglio chiamato il “dito di Dio” che però ha perduto il dito nel 2005 a seguito di un forte tornado, sono le cose più rappresentative del villaggio.
A poca distanza, le piscine naturali che in estate offrono l’opportunità di bagnarsi in sicurezza, sono uno spettacolo affascinante, mentre si riempiono di acqua per il mare in burrasca.
Tornati al Truck, facciamo la nostra consueta passeggiata con i pelosi.
Per oggi è tutto!
Luoghi di interesse: botega los Berrazales: piantagione caffè degustazione e vini, Puerto de la nieves
Tipo di sosta: su terra battuta su promontorio vista mare no servizi ok internet 2
Note: botega los Barranzales, calle de los romeros, valle de Agaete. www.botegalosbarranzales.com


























