Los Cocoteros – Arrecife – punta Mujeres – Orzola – Mirador del Río- Mirador de Maguez – Haria

Data: 25 – 26 novembre 2024

Luogo di partenza: Los Cocoteros

Luoghi intermedi: Arrecife – punta Mujeres, Orzola, mirador del rio, mirador de Maguez, Haria

Luogo di arrivo: Los Cocoteros

Km percorsi: Km 80

Way points: mirador de Maguez: N 29 09.606 W 13 31.006

Mercato municipal de Abastos Haria: N 29 08.722 W 13 30.073

Casa museo Cesar Manrique Haria: N 29 08.511 W 13 30. 221

sosta notte: Los Cocoteros

Resoconto

La mattinata di lunedì è andata praticamente persa per recarci ad Arrecife, presso gli uffici di Armas, per prenotare il viaggio di rientro.

Avevamo sentito che , da oggi, ci sarebbe stato il “Blacky Friday” , cioè la settimana degli sconti e, volevamo acquistare i biglietti dei trasferimenti e del viaggio di ritorno, con lo sconto.

Giunti presso la biglietteria della compagnia di navigazione, abbiamo invece appreso che non erano ancora disponibili gli sconti e ci siamo limitati a chiedere informazioni.

Nella speranza che, in settimana, vengano attivati i prezzi più convenienti, siamo andati ad acquistare il cibo per Yoda e a fare un pò di spesa presso Hiper Dino, un grande supermercato presente sull’isola.

Al nostro rientro alla base, c’era l’intenzione di proseguire per una escursione ma, purtroppo, erano già le 15 e avevamo ancora lo stomaco vuoto!

Abbiamo quindi preferito rimandare a domani il tour e dedicarci a preparare il pranzo/cena a base di verdure miste al forno.

Il 26 mattina, con Rolf e Cerstin, saliti sui rispettivi Quad, ci siamo “messi in moto”, alla scoperta della costa settentrionale.

Da los Cocoteros , la nostra base, abbiamo superato Guatiza, dove si trova il Jardin de Cactus, già visitato, e Mala giungendo ad Arrieta, un piccolo paese di pescatori.

Seguendo la strada costiera ci si imbatte nelle piscine naturali a Punta Mujeres.

E’ uno dei luoghi con accesso facilitato per la balneazione, grazie a scale ricavate nella roccia che permettono di entrare in mare in zone protette che sembrano vere e proprie piscine, dall’acqua trasparente ed invitante.

Di fronte a queste ultime, si trova il “ristorante bar la piscina”, un locale famigliare con cucina casalinga, sempre affollatissimo, avendo solo una ventina di posti.

Il proprietario è un signore robusto, dai modi burberi, che chiama tutte le donne con l’appellativo di “Rubia” (bionda) o, “Guapa” (bella).

Prenotiamo per domani, incuriositi dalle ottime recensioni.

Da Arrieta, con la Playa de la Garita, a seguire verso nord, ci sono tutta una serie di spiagge di sabbia dorata o ciottoli scuri molto graziose ma, quelle che permettono un accesso al mare più agevole, sono prese d’assalto dai turisti.

Anche sulle spiagge è possibile trovare, come per le vigne, muretti a mezza luna, di un paio di metri di diametro, creati con pietre laviche poste a secco, a protezione del vento, dove i bagnanti si possono sistemare per prendere il sole senza l’inconveniente dell’aria più fredda.

Proseguendo ulteriormente sulla LZ1, nei pressi di Orzola, si trovano una serie di baie dalla sabbia dorata (playa ad Caletones) o di ciottoli marroni e vulcanici (Playa de la canteria).

Oltrepassato, senza fermarci, il Miradores del Rio, dal quale è possibile osservare l’isola Graciosa, abbiamo imboccato un sentiero sterrato verso Monte Corona, un vulcano estinto, che ha dato origine più di 20.000 anni fa, con una incredibile eruzione, alla Cueva de los Verdes e al Jamenos del Agua, due grotte laviche.

Girovagando lungo il sentiero, verso Maguez, ci siamo più volte fermati ad osservare il paesaggio da vari miradores ( miradores de la Caldera e de Maguez), e a raccogliere pianticelle grasse.

Rientrati sulla strada asfaltata, ci siamo diretti ad Haria per mangiare presso il mercado artigianal.

Prima di sederci a tavola, abbiamo dato una occhiata alle due o tre botteghe artigiane che lavorano la paglia creando cappelli, centrini o fermapagina, o a quelle che creano gioielli con il tessuto.

Il pranzo, a base di costine di maiale alla barbacoa e al miele e mostarda, con contorno di papas arrugadas ( piccole patate con buccia salate e intingolo a base di mojo verde e rosso), si è rivelato molto gustoso.

Dopo il pranzo, ci siamo separati dai nostri amici, che sono rientrati alla base mentre noi abbiamo preferito visitare l’ultima dimora di Cesar Manrique, avendo già acquistato i biglietti quando eravamo andati alla sua fondazione.

Questa dimora, l’ultima abitata dall’artista da 1986 al 1992 quando morì a causa di un incidente in auto, è decisamente più classica rispetto alla prima dimora visitata, poi divenuta la fondazione omonima.

Gli ambienti, molto ampi e ben distribuiti, arredati con mobili di vario stile, sono meno originali e più adatti ad un uomo anziano.

Distaccato dalla vera e propria abitazione, sempre all’interno del giardino della proprietà, si trova una dependance dedicata al suo studio, dove l’artista dipingeva. Tutto è rimasto come al momento della sua dipartita pertanto, durante la visita, si può cogliere l’aspetto più veritiero della dimora di Manrique grazie agli oggetti personali, ai vestiti e alle sue opere. Se però dovete scegliere se visitare una sola delle due abitazioni, vi consigliamo quella di Tahiche.

Rientrati alla base anche noi verso le 18, ci siamo dedicati al relax.

Luoghi di interesse: costa settentrionale

Tipo di sosta: los cocoteros, no servizi vicino al mare, internet e telefono scarsi

Note: –

Punta Mujeres
Punta Mujeres. Piscine naturali
Punta Mujeres. Piscine naturali
Punta Mujeres
Punta mujeres. Ristorante La piscina
Orzola
Orzola
Orzola
Vista da mirador del río
Vista dell’isola graciosa da mirador del río
Verso il vulcano la corona
Giro su sterrato
Antichi bacini di acqua
Santuario
Mirador de Maguez
Mirador de maguez

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