Data: 19 novembre 2024
Luogo di partenza: Puerto Calero
Luoghi intermedi: strada dei vigneti, casa museo del campesino, San Bartolome, Tahiche, fundacion Cesar Manrique, Costa Teguise, Playa de la Cucharas, Arrecife (charco de San Gines)
Luogo di arrivo: Puerto Calero
Km percorsi: Km 80 (Quad )
Way points: casa museo campesino: N 29 00.990 W 13 36.934
San Bartolome: N 29 00.046 W 13 36.689
Fundacion Cesar Manrique: N 29 00.186 W 13 32.837
Playa de la cucharas: N 28 59.998 W 13 29.251
Charco de San Gines: N 28 57.729 W 13 32.889
sosta notte (Puerto Calero): N 28 54.885 W 13 42.818
Resoconto
Questa mattina abbiamo cominciato i nostri giri alla scoperta dell’isola di Lanzarote, verso le 10, da soli (i nostri amici avevano altri impegni).
Imboccata la strada che attraversa la regione vinicola, in direzione nord est, siamo rimasti immediatamente affascinati dal paesaggio.
La terra negra, costituita da ciottoli e sabbia lavica, era la protagonista del paesaggio.
Piante grasse di varie tipologie punteggiano di verde il mare di lava nera e bassi muretti a ferro di cavallo, proteggono le singole piante di vite, dal vento.
Superiamo diverse aziende vinicole, rimandandone la visita ai prossimi giorni, con l’intento di raggiungere il primo punto di interesse di oggi: la casa museo del campesino.
Il monumento, che sorge fuori da questa casa, costituita da una serie di botteghe artigiane dove vengono venduti, ai turisti, saponi, oggetti in cuoio e ceramiche, è una delle opere dell’artista Cesar Manrique che, negli anni 70, è diventato un personaggio di fama internazionale.
Questo pittore, contemporaneo di artisti come Picasso e Miro’, è nato proprio a Lanzarote e, per la sua isola natia, si è adoperato molto al fine di preservarla dalla massificazione urbanistica, regalandole opere artistiche di grande valore, costituite non solo da quadri e sculture, ma anche da progetti architettonici, fra i quali la sua casa, ora divenuta una fondazione culturale.
Il monumento al campesino , cioè all’agricoltore, è un’opera moderna, creata da massi squadrati di colore bianco che si ergono in contrasto al color nero della terra che la circonda.
Purtroppo oggi l’opera, era circondata da ponteggi per la manutenzione.
Diamo una occhiata all’interno delle botteghe e al magnifico ristorante che si nasconde sotto uno strato di pietra lavica; individuabile in superficie solo grazie a grandi cupole che lasciano penetrare la luce al suo interno, offre uno spazio molto gradevole, fresco ed ampio, nonostante sia sotterraneo.
Ci rimettiamo in viaggio per percorrere solo un paio di chilometri e raggiungere il centro del sonnolento paesino di San Bartolome. Una chiesetta, l’ ayuntamento e il teatro, sono il fulcro della piazza principale dove stanno costruendo un villaggio in miniatura, come presepe.
La successiva attrazione che visitiamo si trova nei pressi di Tahiche: la Fundacion Cesar Manrique.
Acquistiamo i biglietti per la visita di questo edificio insieme a quelli per l’ultima abitazione dell’artista, che visiteremo nei prossimi giorni.
Fin dall’ingresso, si percepisce l’amore che Manrique provava per la natura.
La lava, la vegetazione e la casa, sono un tutt’uno. Gli ambienti all’interno della casa, sono dei giardini coperti che si sviluppano su più livelli, sfruttando bolle d’aria che si sono create all’interno della lava.
Alcune stanze sono coperte mentre, altre sale, presentano aperture sul soffitto attraverso le quali gli alberi si ergono verso il cielo.
E’ un susseguirsi di interni che divengono esterni e di esterni che si fondono con la natura ed il paesaggio.
Anche nei locali chiusi ci sono enormi finestre che permettono un’affaccio sulla natura e, in alcuni casi, la lava entra letteralmente all’interno della finestra attraverso il vetro, creando un effetto molto particolare. Purtroppo molti degli arredi dell’epoca non sono presenti ma, diversi filmati proposti all’interno di alcune stanze, ci raccontano come era la casa mentre l’artista la abitava.
Il marcato stile degli anni 70, lo si riconosce nei colori e nelle forme delle sedie e dei divani di alcune sale e della zona piscina ma direi che , nel complesso, la dimora ha attraversato le epoche diventando un edificio “senza Tempo”.
Molto interessanti, per meglio comprendere il personaggio e ciò che ha rappresentato per Lanzarote, sono le proiezioni delle interviste a diversi personaggi che lo hanno conosciuto.
Al termine del percorso all’interno della casa, sono esposti alcuni dei dipinti di Manrique.
Usciamo dalla fondazione favorevolmente colpiti da questo maestro contemporaneo che, non conoscevo, ma che mi affascina per le sue scelte artistiche.
Il languore comincia a farsi sentire.
Ci dirigiamo pertanto verso Costa Teguise, un centro urbano molto turistico, dove si possono trovare negozi e ristoranti di ogni genere.
Dopo un breve giro nel pueblo marinero, ci dirigiamo verso la Playa de las Cucharas , una spiaggia di sabbia dorata colonizzata da inglesi, che si stendono al sole come balenottere spiaggiate e invadono i ristoranti, con il cattivo gusto di non indossare nemmeno una maglietta a coprire le “straripanti buzze “ arrossate dal sole.
Ci sediamo in un tapas bar per mangiare scoprendo, solo dopo, il costo esagerato delle proposte culinarie.
Scegliamo un piatto di tapas variadas , da dividere in due, con 6 piccoli assaggi di tapas gourmet a base di pesce e due birre piccole, per la modica cifra di € 40.
Scendiamo in spiaggia per sentire la temperatura dell’acqua, che sembra accettabile, per poi ripartire verso la nostra sosta camper.
Tappa presso Euronics per comperare il caricatore del computer che Davide ha dimenticato, e veloce puntata alla laguna di Arrecife. Un piccolo lago salato circondato da casette bianche e alcuni ristoranti che ospita piccole barchette di pescatori.
Siamo stanchi e preferiamo rientrare alla base visto che ci attende ancora una passeggiata con i nostri pelosi prima di poterci riposare.
Non vediamo l’ora di ripartire domani alla scoperta di nuovi angoli di questo paradiso !
Luoghi di interesse: Monumento e casa del Campesino, Fundacion Cesar Manrique, costa Teguise, Playa de las Cucharas, charco de San Gines (Arrecife)
Tipo di sosta: su promontorio vicino al porto Calero vicino a hotel Secrets , no servizi ok internet 3
Note: ristorante Local7 Playa de las Cucharas (costa Teguise)




















